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PANORAMICA SUL MONDO EQUESTRE

Le finali della coppa del mondo di salto ostacoli e dressage permettono di fare alcune considerazioni sullo stato degli sport equestri in Italia e nel mondo.

Nel dressage è nata una nuova stella, la tedesca Helge Langehanenberg, che avrebbe meritato la vittoria se la scalata dei gradini nel mondo del dressage non fosse rallentata dal timore dei giudici di sballare.     Terza con merito Valentina Truppa che negli ultimi mesi è molto progredita  per la qualità dell’assetto: i cavalli per crescere devono sviluppare all’unisono la forza e la flessibilità.  Se questa, che dipende dalla qualità dell’assetto, manca, diventano violenti e pesanti sulla mano (come era il cavallo di Valentina) qualche mese fa.  Ora è molto progredito ed ha abbassato le anche.

Merito suo, del padre e della FISE che ha investito su di loro.

Nel salto la finale ha visto protagonisti due cavalli, montati dallo svizzero Guerdat e dall’americano Fellers, leggeri ed in avanti, secondo i dettami della ex scuola italiana.  Ha vinto quest’ultimo che, in Italia, era considerato una specie di rudere del passato.  Il suo cavallo, Flexible, avvantaggiandosi della libertà di schiena, ha potuto esprimere al meglio le sue attitudini.

In Italia, purtroppo, cavalieri con quella cultura non esistono più e nemmeno gli istruttori per formarli:  è evidente che bisogna ricominciare da capo partendo proprio dalla cultura.  Vediamo tanti stage ma ci fosse mai un istruttore che corregge gli assetti dei cavalieri (e ci fosse mai un cavaliere che accetta le correzioni al suo assetto) perchè il problema è tutto lì.

Siamo al pressapoco, ma l’assetto o c’è o non c’è: non esiste via di mezzo.  E in Italia, in genere, non c’è. La dimostrazione? Tutti i cavalli in sottrazione che, per chi non lo sapesse, è una difesa.

Quindi quanto realizzato nel dressage non può essere ripetuto nel salto.

Prima bisogna riformare il sistema di istruzione: per questo il progetto scuderie è destinato al fallimento.  Semplicemente perchè oggi sono soltanto dei luoghi dove si ricoverano i cavalli.

Ad Arezzo c’erano tanti cavalieri: i percorsi più belli sono stati realizzati da un concorrente cinese.  Meditate ragazzi, meditate.

Carlo Cadorna

 

 

15 Responses to “PANORAMICA SUL MONDO EQUESTRE”

  1. Maria Cristina Fenocchi #

    Caro Carlo sono d’accordo sulla diagnosi che fai dell’equitazione italiana. Sono meno d’accordo sul fatto che in Italia ci fosse, fino a qualche anno fa, la buona equitazione; secondo me da almeno trent’anni manca da noi tale cultura e temo siano rimaste pochissime persone che se la ricordano.

    23 Aprile 2012 at 06:48 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Nei primi anni ’90 facevo il delegato tecnico: i campionati giovanili di salto e di completo erano molto difficili(niente a che vedere con quelli di adesso)
      eppure c’erano 50 ragazzi che portavano a termine decorosamente il completo (il delegato francese mi disse che in Francia non ce n’era nemmeno la metà) e 100 il salto. Pochi giorni fa ho visto le selezioni iunior di salto: una cosa penosa!!!!! Il vero dramma quindi è che non c’è ricambio. I migliori cavalieri sono ancora quelli formati negli anni 70. Lo stesso, in peggio, avviene nel completo. Ho visto quello di Ravenna: a parte Cappai, cavaliere formato sotto la gestione Checcoli, non ce n’è uno che sa galoppare
      inserendosi nel movimento pendolare del cavallo. Dovrebbero montare in corsa come si faceva una volta…
      Tutto questo è dovuto ad un mix di ignoranza e malafede dovuta in genere ad interessi commerciali.

      23 Aprile 2012 at 12:26 Rispondi
  2. Alberto Alciator #

    Buon giorno Carlo, non posso che condividere le sue osservazioni che mi toccano da vicino in quanto ho dovuto da poco abbandonare il lavoro di un cavallo giovane che avevo cresciuto con passione proprio perchè la proprietaria non accetta consigli sul propro assetto.

    Per quanto riguarda gli americani proprio alcuni giorni fa avevo scritto alcune righe su uno dei loro trainer che, se posso permettermi, riporto qui nel suo spazio:

    Per chi non lo sapesse Bernie Traurig è un importante cavaliere e trainer americano che porta avanti gli insegnamenti legati a quella che in America si chiama “forward seat”, monta in avanti per noi italiani che l’abbiamo inventata, come lo stesso Bernie ammette.
    Il lavoro di Bernie è sostenuto da importanti cavalieri e trainer che hanno veramente vinto tutto come Gorge Morris e William Steinkraus.

    In uno dei video realizzati per far conoscere a tutti gli elementi base di questo sistema, Bernie, ha evidenziato con un fermo immagine tratto da un filmato storico quella che può essere considerata la posizione ideale del binomio cavallo-cavaliere durante l’esecuzione di un salto.

    Casualmente, o forse no, si tratta esattamente dello stesso fotogramma che anch’io avevo selezionato da una serie di filmati a mia disposizione e che avevo pubblicato nella bacheca fotografica dello spazio facebook dell’accademia Caprilli :

    http://www.facebook.com/people/Alberto-Alciator/1282376485#!/photo.php?fbid=2105699643719&set=o.100724360913&type=1&theater

    Indubbiamente una bella soddisfazione per me vista la caratura del trainer americano, ma allo stesso tempo l’amarezza di dover volare oltre oceano per trovare qualcuno che insegna secondo una logica coerente con la meccanica equina.

    Ho l’impressione di assistere a quello che accade in tanti altri settori nei quali la capacità e l’esperienza delle persone di valore ( non mi riferisco a me stesso) che ci sono in Italia viene messa da parte a favore di chi occupa una poltrona e si preoccupa solo di non doverla abbandonare.

    Alberto Alciator

    23 Aprile 2012 at 14:25 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Sottoscrivo!! La foto è bella per quanto riguarda il cavallo.
      La staccionata è a tre filagne, quindi è almeno 130. Notare l’elevazione del cavallo (la distanza tra la pancia e l’ostacolo).
      Il cavaliere è rigido all’articolazione lombo-sacrale, dovrebbe guardare in avanti ed aprire maggiormente le spalle: il resto è perfetto.

      23 Aprile 2012 at 15:52 Rispondi
  3. giuseppe maria de nardis #

    Non si può che concordare con Lei ed i Suoi ospiti. Vorrei segnalare il commento ironico fatto dall’estemporaneo cronista Chimirri, con un imbarazzato Puricelli, durante la telecronaca in diretta trasmessa da Class Horse TV dell’ultima gara della finale FEI World Cup jumping, a proposito della monta del vincitore Rich Fellers. Ironia basata sull’incapacità dell’estemporaneo cronista, per la vulgata grande campione (mi piacerebbe vederlo in sella ad un cavallo come Flexible), di individuare e capire la monta del cavaliere americano. Segnalo al cronista, ma non solo a lui, il sito americano equestriancoach.com, dove potrà informarsi sul forward riding system, e dove potrà vedere, un “must see” per gli americani (e la FISE?), un filmato del 1929 della Cavalleria italiana a Tor di Quinto, oltre a ciò che si può vedere negli archivi on line dell’Istituto Luce. Forse, per un disegno preciso, soccomberemo all’ignoranza, ma continuiamo a combatterla.
    Grazie per l’ospitalità,
    giuseppe maria de nardis

    23 Aprile 2012 at 19:48 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Segnalo per i lettori che “Forward Riding” è il titolo di un libro, molto diffuso negli USA.
      scritto dal Cap. Littauer, frequentatore dei corsi alla Scuola di Pinerolo.
      Grazie per le Sue interessanti precisazioni. Ho percepito bene la situazione italiana
      quando mi sono recato all’estero: in presenza di italiani i cavalli raddoppiano il prezzo
      perchè abbiamo la fama di ricchi incompetenti.

      23 Aprile 2012 at 20:34 Rispondi
  4. Alberto Alciator #

    Certo che se le discussioni equestri potessero svolgersi sempre così, tra persone che ragionano, le analisi costruttive delle situazioni sarebbero belle e piacevoli e probabilmente cose che ormai sembrano complicatissime tornerebbero ad essere semplici e alla portatata di tutti. Di tutti quelli che, con modestia e spirito di sacrificio, sono pronti ad affrontare il percorso che porta ad avere un buon assetto.

    Alberto Alciator

    24 Aprile 2012 at 16:49 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Il vero problema è che oggi nessuno riconosce l’importanza dell’assetto nel determinare la qualità del lavoro.
      Tutti sono alla ricerca di esercizi miracolosi. Invece l’assetto è come la tecnica delle mani per un pianista.
      Va esercitata tutta la vita!

      24 Aprile 2012 at 18:09 Rispondi
  5. Enzo Paglieri #

    Ho visto e letto con grande interesse. Complimenti per il sito ricco di informazioni che approvo. Penso che oggi sia molto difficile gestire un cavallo da soli, occorre avere buoni supporti e disponibilta. Io sono stato fortunato perche ho potuto usufruire degli appoggi dell esercito e il mio grande cavallo Taranto arrivava da li. Un saluto a Cadorna dal suo maestro Enzo Paglieri

    28 Aprile 2012 at 15:56 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Per i lettori: Enzo Paglieri è una grande persona, come cavaliere e come uomo. Suo fratello è stato il più grande eroe della guerra di Liberazione. Mi ha insegnato ad amare e rispettare i cavalli:
      come cavaliere non aveva eguali nel saper stabilire un accordo con qualunque cavallo (Taranto era di particolare difficoltà). Spesso la sera mi invitava a seguirlo in scuderia per controllare un cavallo che non gli aveva fatto una buona impressione. E’ l’ultimo istruttore qualificato a Pinerolo, vivente.
      Averlo come istruttore e come Comandante è stato un grande privilegio!

      1 Luglio 2012 at 21:08 Rispondi
  6. Dal mio modesto punto di vista sono d’accordo su quanto detto circa la monta in avanti e non posso che sperare che tale “vecchio” nostro modo di montare torni di grande attualità, grazie magari agli insegnamenti ….. americani! Eppure non posso non dire che qui da noi vi è ancora uno scrigno di sapienza in questo argomento. Mi riferisco alla grande tradizione equestre che viene tutt’oggi perpetrata nell’ambiente dell’Arma di Cavalleria. Tanti anni fa, giovane sottotenente di complemento, avevo ricevuto questi insegnamenti alla Scuola Militare di Equitazione di Montelibretti ed in questi ultimi anni, frequentando i corsi istruttori che si tengono in quel meraviglioso posto, ho di nuovo ritrovato gli stessi insegnamenti, lo stesso entusiasmo ed una scientifica attenzione al cavallo e quindi all’assetto del cavaliere. Chissà, forse ci vorrà ancora del tempo per far digerire ad un mondo a volte drogato dagli aspetti commerciali sopra citati ma con gli insegnamenti giusti, dettati da giusti istruttori (e ci sono) la strada per tornare a montare nel rispetto del nostro amato amico animale potrebbe di nuovo essere percorsa anche qui in Italia.
    Complimenti, al solito, Sig. Colonnello!
    Filippo Gargallo

    6 Maggio 2012 at 22:00 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Concordo e GRAZIE per il prezioso sostegno! Se non fossi convinto che il buon seme prima o poi trova il terreno adatto, avrei già chiuso questo sito. In questi giorni viene riproposto in TV un vecchio stage di Morris che parla di equitazione italiana. A mio parere il C.M.E. andava valorizzato maggiormente ma, per una questione di buon gusto, non posso aggiungere altro….

      7 Maggio 2012 at 06:31 Rispondi
  7. Maria Cristina Fenocchi #

    Ho letto con estremo interesse e partecipazione tutti gli interventi precedenti.
    E’ vero che per montare in leggerezza mantenendo un saldo assetto é necessario che il cavaliere abbia fra le tante altre cose: elasticità, energia e non forza bruta, tecnica equestre, conoscenza della meccanica (dinamica) del cavallo e conoscenza della meccanica del corpo umano quando si inserisce nel movimento del cavallo
    Quello che normalmente non viene mai detto é che il cavaliere non deve avere paura ma deve dare fiducia e serenità al proprio cavallo.
    Oserei dire che la vera equitazione, per qualsivoglia disciplina equestre si voglia praticare, consiste nel saper acquisire una tale sintonia con il cavallo da poter comunicare con lui con il pensiero ed usare il proprio corpo fisico al minimo.
    Un caro saluto.

    7 Maggio 2012 at 15:36 Rispondi
    • Carlo Cadorna #

      Una pennellata del Perugino….

      7 Maggio 2012 at 21:01 Rispondi
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