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IL CAVALLO E’ INTELLIGENTE?

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Questo è stato uno degli argomenti più dibattuti nella storia dell’Equitazione: il nostro più famoso cavaliere riteneva di no giustificando tale convinzione con l’accettazione, da parte dei cavalli, di tutte le imposizioni provocate dai loro cavalieri.

Oggi l’argomento è oggetto di avanzati studi scientifici per cui la risposta è ovviamente positiva. Ma vorrei aggiungere alcune esperienze personali che sono significative nel confermare che il cavallo merita un posto particolare nella storia dell’uomo.

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Esso è in origine un animale da preda e quindi soggetto a tutte le paure di questa misera condizione: ma essa gli ha anche sviluppato una sensibilità che gli altri amici dell’uomo a quattro zampe non possono avere. Di carattere fondamentalmente buono è sempre generoso e disponibile alla collaborazione con chi gli fornisce compagnia e sicurezza. Diventa aggressivo soltanto come difesa nei confronti del dolore eventualmente associato ad un rapporto innaturale con l’uomo.

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In questo tutti i cavalli sono diversi: alcuni, quelli a mio parere di maggior pregio, non sopportano nulla che gli provochi dolore. Altri, generalmente molto ricercati dagli aspiranti cavalieri, che li definiscono “cavalcabili”, sopportano quasi tutto: ne abbiamo un esempio tragico in un cavallo che vince gran premi sotto la sella di un cavaliere marocchino.

Tragico perché il cavallo manifesta con il suo linguaggio tutti i dolori che sopporta in un’impiego certamente innaturale a causa di una postura errata ma il pubblico non lo comprende ed applaude! E quanti cavalli nel mondo del dressage vengono letteralmente violentati dai loro cavalieri davanti ad un pubblico incredibilmente superficiale.

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Uno degli scopi di questo sito è proprio quello di aiutare il pubblico a comprendere cosa dovrebbe essere veramente l’equitazione. Cinquant’anni fa ho avuto l’opportunità di assistere ad un’esibizione di un cavallo lavorato dal Col. Margot, comandante del Cadre Noir e molto noto anche per i Suoi bellissimi disegni.

Il cavallo, che certo non aveva la qualità di quelli di oggi e poteva essere benissimo uno scarto delle corse, si muoveva con la leggerezza di una gazzella e dimostrava un’incredibile facilità a spostarsi in qualunque direzione (anche laterale) il suo cavaliere lo convogliasse. Quale differenza con i cavalli di oggi, molti dei quali sono pesanti sulla mano, senza estensione d’incollatura e, di conseguenza, non possono che muoversi come degli zappatori.

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Per ragioni familiari ho avuto un rapporto strettissimo con il Col. Domenico Susanna, fondatore insieme a F. Mangilli del dressage italiano. E’ stato anche uno dei protagonisti del completo italiano ed ha lasciato due libri (Cavalli e cavalieri – L’equitazione razionale moderna) pregevoli.

Abitava una delle più belle ville di Firenze: l’ultima volta che andai a trovarlo aveva destinato una bella camera di casa all’ospitalità del suo cavallo. Allora pensai che il Suo equilibrio mentale fosse compromesso; ma ripensandoci ora mi rendo conto che, avendone la possibilità, aveva voluto sperimentare fino in fondo le possibilità di sviluppo del rapporto con il cavallo. Mi raccontò che il cavallo gli si era talmente affezionato che era diventato difficile per lui uscire di casa dal momento che il cavallo reclamava continuamente la Sua presenza.

Pensate quindi quale sviluppo potrebbe avere l’intelligenza del cavallo se, anziché essere tenuto prigioniero per 23 ore e poi violentato per una, potesse vivere un rapporto con l’uomo simile a quello del cane! Defendente Pogliaga, grande cavaliere dagli anni ’30 ai ’60, mi ha raccontato di aver visto un cavallo imparare ad accendere le luci, ad orari diversi, premendo tre distinti pulsanti di un unico interruttore.

Io ho visto personalmente, nella scuderia Nasello di Montelibretti, un cavallo imparare dal suo vicino, in dieci minuti, ad aprire un chiavistello che richiedeva tre distinte operazioni complesse.

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Impariamo quindi ad apprezzare sviluppandola l’intelligenza del cavallo cominciando dall’insegnargli il modo più conveniente per lui di muoversi: ve ne sarà eternamente grato perché sarà il primo a meravigliarsi di quante cose, che prima gli sembravano troppo difficili, sarà in grado di fare facilmente con la giusta postura.

Carlo Cadorna

 

16 Responses to “IL CAVALLO E’ INTELLIGENTE?”

  1. paola iotti #

    Meraviglioso! Quello in cui credo. E che, nel mio piccolo, ho messo in pratica. Le mie esperienze le ho trascritte in un romanzo dal titolo “Come l’arcobaleno tra una criniera”. peccato che parole come quelle dell’articolo siano poche e in minoranza. Ormai sono abituata ad essere guardata male…

    13 Agosto 2015 at 15:00 Rispondi
    • lastriglia #

      Oscar Wilde ci ha raccomandato di non discutere con gli stupidi: non sanno che cosa perdono ma non lo comprenderanno mai! Ieri ho visto un episodio significativo: un esperto guarda un buon cavaliere che lavora in piano il suo cavallo. Apprezza molto la qualità del lavoro e chiede: “Ma Lei, non premia mai il suo cavallo”? Ed il cavaliere gli spiega che ogni volta che il cavallo comprende gli fa una grattatina sul collo con il dito medio…… Leggerò il Suo libro: grazie per la segnalazione!

      13 Agosto 2015 at 18:08 Rispondi
  2. timoteo #

    Simpatico articolo ..ferragostano
    Provando a lavorare il cavallo come nell’ultima fotografia dell ‘articolo , a volte esso inciampa , penso che sia dovuto al trasferimento di peso sugli anteriori , inoltre tende ad affrettare e a trottignare , rendendo sempre difficile l’ottenimento della tensione dorsale al passo allungato .
    Anche lavorando alla corda preferisce passare al trotto , che fare un passo lungo con spinta .
    E’ il mio problema principale che riscontro nel lavoro quotidiano .
    Comunque , sto vedendo i primi risultati con l ‘applicazione del Sistema .(qualche percorsino lo portiamo a termine anche noi ) .

    15 Agosto 2015 at 18:53 Rispondi
    • lastriglia #

      Mettendo il cavallo in estensione (è un gesto, NON una posizione!) certamente tende a portare il peso in avanti sugli anteriori e… potrebbe cadere…la prima volta! Ma se Lei, quando il cavallo ha portato il peso sugli anteriori, lo sollecita da dietro con la frusta (contenendo con la mano), esso impegnerà tutta la muscolatura dorsale (che si “stirerà”) per portare più avanti i posteriori e compensare lo squilibrio in avanti. Se Lei applica questo principio in continuazione, vedrà che il cavallo imparerà ad estendersi senza più rischiare di cadere, senza affrettare ; al contrario, l’estensione della linea dorsale provocherà un maggiore impegno dei posteriori. Quando il cavallo, lavorando in questo modo, avrà portato in orizzontale la sua linea dell’equilibrio, l’estensione dorsale porterà il muso del cavallo più in avanti che in basso e Lei scoprirà cos’è la cadenza! Questo lavoro richiede una schiena del cavallo che funziona correttamente(muscoli e vertebre). Le converrebbe far visitare il suo cavallo da un bravo osteopata.

      16 Agosto 2015 at 06:15 Rispondi
  3. Naty #

    L osteopatia equina è una benedizione! Provare per credere e per far crollare ogni diffidenza!
    Obiettivo primario per ognuno di noi ogni volta
    Che saliamo in sella e su qualsiasi cavallo è concentrarci sul nostro assetto. Esso è la chiave di tutto.. Con un assetto efficace si possono affrontare le cose in maniera corretta ed io, che sono stata ” cazziata dal colonnello in persona ” ci lavoro ogni giorno,ogni tempo di trotto,ogni tempo di passo,ogni battuta di galoppo e la strada è lunga, lunghissima!! non ci si deve mai sentire arrivati. Ho notato tantissimissimi appoggiati ai loro cavalli.. Fateci caso.. Quasi nessuno è inserito e completamente insieme al proprio cavallo..la staffa in punta delicata con i talloni che salgono fino ad arricciare la gamba. Montano in tanti così… Anche i grandi ! Poi vedi il colonnello montare e ti si apre un mondo….
    Bisogna chiedersi se è il caso di andare in giro per concorsi a fare gare montando male-malissimo o fare come me: starsene a casa a imparare a montare. A imparare a gestire un cavallo rispettando ogni sua necessità e quindi rispettandolo, lavorando il giusto e aspettando il momento giusto per andare in concorso..
    È davvero deprimente quello che si vede in giro.. A pochi interessa se il cavallo è intelligente o sensibile, se è stanco o affaticato muscolarmente per un lavoro troppo intenso. Nessuno si chiede:come mai questo cavallo oggi reagisce male a una cosa a cui ieri reagiva benissimo.. Poniamoci delle domande! Con i cavalli le domande sono infinite e cambiano ogni giorno: ha bevuto abbastanza? Gli tiro la pelle del collo e vedo se è disidratato.. Aggiungi un secchio d acqua sotto il
    Beverino..gli svuoto un succo di frutta x invogliarlo a bere.. Le feci sono belle!? Ha
    Bisogno di sgranchirai più di una volta al
    Giorno? ( queste sono solo alcune delle
    Domande che mi frullano In testa ogni giorno) .. Insomma non ci si può limitare a mettere una sella e via..
    Così facendo ci si perde la parte migliore del mondo dei cavalli che cambia ogni giorno,per ogni cavallo,in ogni scuderia ,in ogni parte del
    Mondo.

    20 Agosto 2015 at 23:38 Rispondi
    • lastriglia #

      Sono ormai rosso come un peperone; però hai colto l’essenza dell’Equitazione. Bisogna migliorare il nostro assetto per unirsi al cavallo e facilitargli il compito, poterlo comprendere e risalire dagli effetti alle cause da correggere.

      21 Agosto 2015 at 06:06 Rispondi
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