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IL SUCCESSO DELLE OLIMPIADI

Non mi riferisco evidentemente alle olimpiadi equestri i cui risultati sono stati sufficienti soltanto nella specialità del concorso completo. Ma le squadre italiane, con particolare riferimento a quelle che si avvalgono della “spinta” degli atleti hanno ottenuto risultati inattesi e molto brillanti.

Purtroppo molta stampa non li ha compresi e li ha confusi con la politica che ci circonda. Essi sono invece dovuti alla eccellenza di un grande tecnico, il Prof. Vincenzo Canali che ha inventato le modalità atte a sviluppare la spinta in palestra, senza rischio per l’integrità degli atleti, attraverso l’impiego di appositi congegni progettati per ottenere lo sviluppo della funzione di flesso estensione che determina, appunto, la spinta (vedi apposito articolo su lastriglia.com).                                                                                           Una spinta non di muscoli ma di leve che vengono attivate e rese idonee ad attuare la massima spinta attraverso l’oscillazione della colonna vertebrale “messa in moto” ed aumentata dall’oscillazione indotta dal movimento delle braccia.
Anche l’equitazione può avvantaggiarsi di questa tecnica, purchè sia salvaguardata l’oscillazione dell’incollatura e delle reni del cavallo che sostituiscono in esso il movimento delle braccia.                         Ma la salvaguardia dell’oscillazione dipende dall’assetto del cavaliere, capace o meno di assicurare la capacità delle mani di assecondare il movimento dell’incollatura e del bacino di inserirsi nell’oscillazione della colonna vertebrale anche allo scopo di non interferire con le natiche rispetto all’oscillazione delle reni del cavallo.                                                                                                     Purtroppo, nella formazione degli istruttori, a queste esigenze non viene data la giusta importanza con gravi conseguenze visibili soprattutto nell’equitazione giovanile, quella che dovrebbe assicurare il nostro futuro.                                                                      Queste carenze potrebbero essere parzialmente aggirate dal lavoro a mano, questo sconosciuto nel mondo equestre italiano.
Carlo Cadorna

 

11 Responses to “IL SUCCESSO DELLE OLIMPIADI”

  1. Sebastiano Comis #

    Caro Generale, ma le pare che si possa chiedere il lavoro a mano a un mondo equestre, quello italiano, che ignora il più banale lavoro in piano? Non per niente a Tokyo la nostra squadra di completo era ultima, quindicesima su quindici, dopo la prova di dressage.
    Intanto la settimana scorsa nei vari concorsi europei a 3 e 2 stelle non c’è stato un solo cavaliere italiano nei primi dieci dei rispettivi GP. L’unico risultato di rilievo, un terzo posto nella gara di consolazione, lo ha ottenuto a Londra Emanuele Gaudiano con un bravo cavallo di 8 anni, già impegnato il giorno prima nella 160 del GP del GCT. Alle solite…

    17 Agosto 2021 at 08:15 Rispondi
    • lastriglia #

      Gentile amico,
      so che il lavoro a mano è difficile per chi non ha enorme esperienza. Ma si potrebbe rovesciare il sistema educativo equestre dei giovani: iniziare dalla ginnastica dell’assetto sul cavallo meccanico ed abbinarlo al lavoro a mano di un cavallo addestrato. Sul piano didattico rispetta il principio di separare l’insegnamento dell’assetto da quello delle mani e poi metterli insieme. Questa procedura ha sempre fatto guadagnare del tempo.

      17 Agosto 2021 at 11:56 Rispondi
  2. Sebastiano Comis #

    Caro Generale, brevemente sul GP Longines di Valence, svoltosi ieri. Percorso poco selettivo – un terzo dei partenti in barrage, tra questi Gaudiano con l’8 anni – l’unico in gara di questa età – Nicolai de Music, e De Luca, con Nuance Bleu VDM. Nicolai ha commesso errore, dovuto all’inesperienza, sul secondo elemento della gabbia. De Luca ha invece ripetuto il netto con una monta in grande souplesse. redini lunghe, contatto appena accennato, completa libertà dell’incollatura e della schiena, segnando il quarto tempo. Gaudiano ha trovato un altro cavallo da sfruttare alla svelta, da sfottere, come si diceva una volta. Oppure ‘usa e getta’…

    23 Agosto 2021 at 08:49 Rispondi
    • lastriglia #

      Grazie! Credo che De Luca si avvantaggi anche dal fatto di lavorare insieme all’attuale capolista del mondo, Deusser. Il contatto appena accennato è possibile e conveniente soltanto quando il cavallo, tendendosi nella mano, inarca la schiena e flette le anche. Cosa relativamente facile con cavalli ben costruiti, lunga e difficile con i cavalli detti poco “cavalcabili”. Chi lavora per una grande scuderia ha il vantaggio di montare sempre cavalli cavalcabili.

      24 Agosto 2021 at 16:06 Rispondi
  3. sebastiano comis #

    De Luca ha confermato il suo stato di grazia nel 5 stelle di Bruxelles, dove ha ottenuto un secondo posto nella 155 di venerdì e un terzo nella 160 di oggi in sella alla incredibile Nuance bleu VDL, mentre sabato ha vinto la 150 con Malissa de Muse. De Luca è bravissimo a fare, con poco lavoro, di cavali giovani dei vincenti, che una volta passati in altre mani – vedi Irenice Horta, a lungo in testa nei mondiali 2018 – ritornano cavalli normali. Ma lo stesso è avvenuto con Lazzaro delle Schiave, di Grossato, Tokyo du Soleil, di Marziani e Evita SG Z di Bicocchi. Questo succede,,credo, perche’ i nostri cavalieri ignorano la preparazione internazionale standard, col risultato che cavalieri di altre nazioni si trovano ad aver acquistato cavalli molto verdi e poco gestibili.
    Sempre oggi, nel GP del 5Stelle Anglestone, Canada, il primo e secondo posto sono andati a due Sella Italiani, Zaia di San Giovanni – montato da un cavaliere di 69 anni – e Quality FZ, montato da Rodrigo Pessoa

    29 Agosto 2021 at 23:29 Rispondi
    • lastriglia #

      Condivido: i nostri cavalli hanno molta qualità e poco lavoro inteso in senso classico.

      30 Agosto 2021 at 18:59 Rispondi
  4. Sebastiano Comis #

    agli europei in corso in Germania abbiamo concluso la gara a squadre al dodicesimo posto su quindici concorrenti mentre nessuno dei nostri cavalieri, classificati dal 41 in giù, è entrato nella fase finale. ma nè Bartalucci nè il presidente della FISE pagheranno per questo disastro

    2 Settembre 2021 at 21:25 Rispondi
    • lastriglia #

      Io credo che il problema sia tecnico nel senso che nessuno in Italia ha un’idea della progressione nel lavoro necessaria per ottenere il massimo da un cavallo. E’ tutto approsimativo a cominciare dagli assetti! E’ il settore formazione che è da rifondare…

      4 Settembre 2021 at 19:10 Rispondi
  5. Sebastiano Comis #

    mi corrreggo, Brotto, Bucci e Garofalo possono continuare, rientrando tra i primi 50. Ma Bucci ha preferito risparmiare alla cavalla una inutile appendice.

    2 Settembre 2021 at 21:53 Rispondi
  6. Sebastiano Comis #

    Caro Generale, negli ultimi mesi l’equitazione italiana è stata sottoposta a una serie di verifiche, da Piazza di Siena alle olimpiadi, dagli europei fino al CSIO di Aachen di questo pomeriggio. Ebbene, abbiamo assistito a una continuità davvero disperante di pessimi risultati. L’unico rappresentante a titolo individuale alle Olimpiadi è arrivato 48esimo, agli Europei la squadra si è piazzata dodicesima su quindici squadre, i cavalieri sono arrivati dal 27esimo posto in giù . A Aachen è stata settima su otto squadre partecipanti, nel GP si è presentato un solo italiano, Pisani, bravo ad arrivare undicesimo. Quest’anno nessun cavaliere italiano ha vinto un GP in un 5 o 4 stelle e non sono in vista giovani – parlo di 20, massimo 25 anni – che promettano di riuscirci.
    In altri sport leggeremmo critiche al vetriolo, salterebbero teste, verrebbero chieste dimissioni. Invece nell’equitazione tutto tace, tutti sono soddisfatti del loro tran tran affaristico e si guardano bene dal disturbare i sonni della federazione. Sebastiano Comis

    19 Settembre 2021 at 19:35 Rispondi
    • lastriglia #

      Caro Amico,
      condivido tutto, con particolare riferimento al mondo giovanile. E’ penoso anche perchè guardando su Class TV dei recenti concorsi in Spagna ho potuto vedere quanti progressi sono stati compiuti in quel paese nella giusta equitazione. La causa è evidentemente l’inadeguatezza della classe dirigente: a questo ha portato, a mio avviso in modo decisivo, l’illegittimità del voto per il consiglio federale. Infatti, a termini di Statuto, i comitati regionali dovrebbero controllare la regolarità del voto che, a termini di legge, potrebbe essere espresso esclusivamente dagli eletti nelle singole categorie (generale, proprietari, cavalieri, tecnici) nelle elezioni che dovrebbero svolgersi nell’ambito delle singole associazioni ASD. Ma non mi risulta che questo avvenga con regolarità. Quindi è tutto illegale con la connivenza del CONI che nel passato mi diede ampie assicurazioni in risposta ad una mia segnalazione. Forse sarebbe l’ora che qualcuno presentasse una denuncia dettagliata….

      20 Settembre 2021 at 17:25 Rispondi

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