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LE FASI DELL’ADDESTRAMENTO

 

 

 

 

 

 

                                                        

                                                                                  L’addestramento del cavallo passa attraverso tre fasi che sono ben distinte nonché l’una il presupposto dell’altra.   I cavalieri inesperti devono puntare esclusivamente alla perfezione nella prima: solo dopo averla raggiunta potranno pensare di accedere alla seconda.

 

 

 

 

 

La prima fase ha come obiettivo quello di portare in equilibrio la costruzione fisica del cavallo (“La costruzione fisica del cavallo”), ovvero ottenere l’abbassamento delle anche sino a che si trovino in orizzontale con il terzo superiore della scapola.  Questa fase non è difficile ma richiede da uno a tre anni a seconda della costruzione fisica più o meno equilibrata del cavallo,  delle sue caratteristiche di sangue ed atleticità. 

Si esplica essenzialmente facendo avanzare il cavallo con la schiena inarcata e l’incollatura estesa che si ottengono con l’esercizio della mezza fermata.  Questo scopo può essere ottenuto per l’80% con un lavoro competente nel tondino perché il cavallo è in grado di comprendere dovendo rispondere soltanto alle indicazioni della frusta e delle redini (come nel lavoro montato-manca solo l’azione del peso-). 

 

 

 

 

 

Al termine di questa fase il cavallo dovrebbe sapersi mantenere da solo in equilibrio con un contatto costante e leggero. Sarà quindi padrone della sua massa con effetti importanti soprattutto alla ricezione dei salti:  in questa fase, infatti, sarà in grado di riportare indietro gran parte del suo peso sgravando gli arti anteriori.  Il segnale che questa fase è stata completata è costituito dal fatto che il cavallo viene da solo nella mano semplicemente lasciandolo scorrere.

Se questa prima fase non è stata completata correttamente, nella successiva il cavallo tenderà a diventare pesante sulla mano per mancanza di flessibilità(“L’equitazione dei nostri campioni”).  

 

 

 

 

 

La fase successiva ha come scopo lo sviluppo dell’impulso che presuppone l’impegno generoso e totale di entrambi gli arti posteriori (“La cadenza”). 

Questa fase è difficile e richiede, da parte del cavaliere, grande conoscenza ed esperienza nella scelta del lavoro e nella sua distribuzione (“La distribuzione del lavoro).  Richiede inoltre la capacità di valutare quotidianamente i risultati del lavoro  per poterne adottare i necessari adeguamenti.  

 

 

 

 

 

 

Se questa fase è stata condotta  con conoscenza e capacità (e soltanto in questo caso) si accede alla riunione(terza fase), quella vera che è liberamente accettata dal cavallo (selfcollection -“L’equitazione naturale e la riunione”). 

 

 

 

 

 

Purtroppo possiamo assistere spesso, nelle gare di dressage, al caso contrario.  Osservate quanti cavalli, subito dopo l’alt, allontanano i posteriori allo scopo di liberarsi dal loro impegno che, evidentemente, non è accettato(nella foto si vede il cavallo flesso davanti ed imbarcato-teso- dietro: dovrebbe essere il contrario – il cavallo si è fermato senza alcun impulso perché le molle posteriori non sono compresse ed all’ordine del cavaliere non è pronto per avanzare).  Il voto corretto, trattandosi di un difetto grave, è dal tre in giù. Invece i giudici premiano alcuni cavalieri con l’otto-nove:  è una vera vergogna per la quale i veri appassionati dovrebbero protestare! 

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Questa terza fase non è difficile ed il progresso è strettamente collegato al lavoro:   esso è costituito dai principali movimenti richiesti dalle riprese di dressage.  Ma se la seconda fase non è stata condotta correttamente, il cavallo tenderà a perdere impulso nelle andature naturali (“Equitazione:  tecnica-rispetto-sicurezza”), soprattutto al passo. 

La caratteristica di un cavaliere che si può considerare esperto, deve essere quella di saper valutare, appena montato su di un cavallo, in quale fase dell’addestramento esso si trova in modo da poterlo montare di conseguenza (“La finale dei campionati del mondo”).

                                                                                                  Carlo Cadorna

3 Responses to “LE FASI DELL’ADDESTRAMENTO”

  1. Enjoyed studying this, very good stuff, regards . A man may learn wisdom even from a foe. by Aristophanes. akgedcekdeadcaad

    24 Giugno 2014 at 13:07 Rispondi
  2. timoteo #

    Buongiorno .Nell’esercizio della mezza fermata e nelle transizioni a scendere mantenendo l’assistenza delle gambe non si rischia di dare un comando in contrasto con la mano che tiene ? Il mio cavallo sembra che reagisca così in effetti ,con alzata di testa .
    Tornando poi al tondino ,ho notato poi che dalle mie parti sono scomparsi quasi tutti dai maneggi .
    Grazie,
    Timoteo .

    26 Luglio 2014 at 10:55 Rispondi
    • lastriglia #

      Non sono le gambe, ma l’azione del peso del corpo che deve assistere il cavallo quando la mano resiste: Le faccio anche notare che, per poter resistere senza tirare, la mano deve godere di un punto fermo di appiglio (come nel tiro alla fune). Questo appiglio non può essere che il ginocchio che si ferma premendo sulle staffe e spingendo i talloni in basso con la suola in fuori: proprio quello che si deve fare per esercitare l’azione del peso del corpo. Per questo sono critico nei confronti del cavaliere M. Ehning, nonostante molti dicano che ci perdo la faccia. Semplicemente Ehning non sa fermare il ginocchio perché non preme sulle staffe. Quindi la sua mano tira! Il grande cavaliere e tecnico francese D’Orgeix (oro a Montreal di squadra) ha scritto tanti libri su questo punto fondamentale: Lui ha vinto un’olimpiade con dei cavalieri che, presi singolarmente, erano mediocri (Ehning invece, non si è mai piazzato in Olimpiadi o Campionati). Quanto al tondino dimostra lo stato della cultura equestre in Italia: non può essere un caso che tutti i candidati alla presidenza della FISE (sono già 4) parlano di RIFONDAZIONE !!! Può rimediare parzialmente alla mancanza del tondino mettendo il cavallo alla corda con le redini(esclusivamente al passo) dopo averlo passeggiato a mano finchè non impara da solo la mezza-fermata.

      26 Luglio 2014 at 22:16 Rispondi

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