About the Post

Informazioni Autore

LE REGOLE ANTIDOPING ED IL BENESSERE

La normativa antidoping non riguarda solo il benessere dei cavalli ma anche e soprattutto l’etica  dello sport.  Lo sport, per legge e per tradizione dovrebbe avere uno scopo educativo, di sano divertimento.

Lo sport esclude i raccomandati,  mette tutti sullo stesso piano ciascuno con il suo talento, la sua volontà ed il suo impegno. Insegna ad accettare la sconfitta come premessa per la rivincita.
A festeggiare la vittoria nel rispetto di quelli che hanno perso.

Lo sport equestre è molto particolare, essendo l’atleta rappresentato dal cavallo.  Sotto l’aspetto della preparazione è molto educativo perchè addestrare un cavallo è come educare un bambino;  il cavaliere mette in gioco la propria intelligenza e la propria cultura nel proporre al cavallo un’alternativa tra la  faticosa scomodità e la naturale comodità.

Sotto l’aspetto agonistico invece,  poichè non è possibile catalogare i cavalli,  permette alle Ferrari di gareggiare contro le ‘500, il che sportivo non è!! Favorisce chi ha la possibilità di procurarsi un buon cavallo. Ma questa verità, ha il suo naturale temperamento nella durata del cavallo e nella stabilità delle prestazioni, che dipendono interamente dalla qualità dell’addestramento.

La differenza tra un addestramento ben condotto ed uno scadente, sta tutta nella qualità dell’assetto che determina la qualità della mano. Un buon assetto è quello che consente al cavaliere di unire il proprio baricentro a quello del cavallo: l’azione della mano contiene la tensione dorsale creata dalle leve delle articolazioni posteriori.

Un cattivo assetto è quello che vede il baricentro del cavaliere sempre in ritardo rispetto a quello del cavallo: la mano, di conseguenza, esercita una pressione sulla struttura dorsale in senso contrario. Ne deriva una pressione innaturale sulle vertebre,  e sulle articolazioni posteriori.

Quando un organo, nel cavallo, non riesce a svolgere la propria funzione secondo natura e quella funzione viene comunque richiesta dal cavaliere, il cavallo si COMPENSA cercando di assolvere quella funzione utilizzando altri organi che non sono ad essa deputati:  ne deriva un impegno innaturale che determina delle lesioni. Ecco perchè qualsiasi uso della forza da parte del cavaliere  ha gravi conseguenze sulla salute del cavallo.

Un esempio comune di compensazione è quello che riguarda le articolazioni posteriori.  La forza della spinta dei posteriori dipende dalla capacità del cavallo di utilizzare correttamente le sue leve (lo diceva Archimede). Esse sono rappresentate dalle articolazioni alte – lombosacrale e coxofemorale-. Se esse non possono funzionare perchè la mano esercita una pressione contraria, vengono compensate dai garretti.

Lo possiamo osservare nell’equitazione di origine tedesca. Ora, poichè molti cavalieri di vertice, nell’incapacità di applicare una corretta Equitazione, usano normalmente la forza( le redini di ritorno, che moltiplicano la forza della mano, ne sono un esempio), ed i loro cavalli hanno contratto delle lesioni,  si pretende di dar loro la possibilità di utilizzarli comunque, ad alto livello, con l’uso di antinfiammatori che alzano la soglia del dolore.

Evidentemente, questo sarebbe ingiusto nei confronti dei cavalli che, privati del campanello d’allarme del dolore, continuerebbero ad utilizzare gli organi lesi determinandone l’ulteriore deterioramento. Ingiusto nei confronti dello sport che non avrebbe più nulla di educativo.

Quanto detto, riguarda l’equitazione di vertice, come in tutti gli altri sport. Perchè le regole hanno un senso soltanto se può esserne controllata l’applicazione.

                                                                                                     Carlo Cadorna

Ancora nessun commento.

Lascia un commento