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LA POLITICA FEDERALE DOPO I WEG

 

 

 

 

A due anni dall’elezione della nuova dirigenza federale, i campionati del mondo delle discipline olimpiche rappresentano il primo traguardo ed insieme il primo gradino di controllo per la sua capacità operativa. La politica federale per avere successo deve avere una strategia che indichi gli obiettivi ed i mezzi per raggiungerli.

Prendendo spunto per analogia dall’arte militare, la strategia è la scienza dell’utilizzo della proprie forze in modo da creare dei rapporti di forza favorevoli alla vittoria. Tradotto in termini sportivi significa che bisogna prima individuare le proprie forze, presenti e future, e poi operare per il loro sviluppo fino a renderle superiori ai nostri avversari.

Occorreva quindi valutare prioritariamente gli elementi eventualmente già presenti, idonei ad essere competitivi al massimo livello internazionale; quindi aggiungere gli elementi giovanili eventualmente idonei ad integrarli e sostituirli.

Era quindi necessario, per ogni categoria di atleti, individuare gli istruttori ed il percorso agonistico più idonei per portarli al grado di preparazione necessario per essere competitivi.

Nel completo abbiamo ottenuto lo stesso risultato negativo del quadriennio precedente: con l’esclusione del giovane Roman che ha mostrato dei veri progressi con un cavallo ancora in crescita, non si è vista alcuna prospettiva futura. Il risultato poteva essere soddisfacente per una squadra giovane inviata per fare esperienza ma non è stato il caso nostro.

Di conseguenza una spedizione inutile, almeno secondo i canoni fissati dal CONI oltre ad una gestione complessiva a dir poco superficiale.      I giapponesi, inesistenti in passato, hanno fatto vedere come si organizza un settore sportivo.

Nel salto ostacoli si è fatto di peggio perchè è stata annunciata una nostra presunta competitività che i fatti hanno dimostrato inesistente. Sono stati, saltuariamente, esibiti dei binomi che potevano essere interessanti anche nel contesto internazionale ma poi sono spariti evidentemente perchè non supportati da una struttura tecnica idonea. Forse la FISE ha pensato che bastasse limitarsi a selezionare i migliori binomi sulla base dei risultati agonistici: se è così è in grave errore perchè vi sono cavalli talmente qualitativi che si impegnano anche se non sono supportati da una muscolatura adeguata.

Ma è un’illusione che dura poco soprattutto se questi cavalli sono impiegati al massimo livello. Quest’anno, per poter dire che avevamo partecipato alla coppa in alcuni concorsi storici, ci siamo giocati i pochi cavalli di cui la nostra squadra aveva la disponibilità. Infatti la base sta nel lavoro in piano, il grande assente.

Senza un cambiamento radicale di mentalità ma anche organizzativo, andremo sempre più indietro perchè nel frattempo il mondo equestre ha fatto chilometri in avanti: ricordate i quattro finalisti di Caen? Ebbene, confrontateli con i primi cinque di Tryon e potrete comprendere il cambiamento che non abbiamo saputo agganciare.

Carlo Cadorna

 

4 Responses to “LA POLITICA FEDERALE DOPO I WEG”

  1. sebastiano Comis #

    Per l’esattezza, l’età media dei primi tre a Caen era di 47 anni, quella di Tryon neanche trenta. Quanto alla cultura equestre, oggi in Italia è davvero una sconosciuta. Ho ripreso a montare 20 anni fa e ho assistito a una moltiplicazione dei maneggi accompagnata da un continuo peggioramento della qualità degli istruttori (oggi, per lo più, OTEB). Mai sentito chiede una allungata al trotto, mai visto mettere giù esercizi con distanze ragionate. E neppure ho mai visto un rappresentante di comitato regionale o un ispettore federale che controllasse la qualità dell’insegnamento. E’ sostanzialmente una istruzione fai date, sulla quale non si può costruire niente di buono.

    25 Settembre 2018 at 08:51 Rispondi
    • lastriglia #

      Ha messo il dito nella piaga! Anche perché molti “competenti” non vedono alcuna differenza tra la preparazione atletica dei primi 4 di Caen ed i primi 5 di Tryon.

      26 Settembre 2018 at 06:41 Rispondi
  2. sebastiano comis #

    Lady Cracotte, una volta Sella Italiano, adesso MIPAAF (cioè ministeriale) è stata venduta a Cian O’ Connor, che probabilmente la rivenderà a un’americana..Speriamo che non finisca come Ares, scomparso dalla scena. Continuo a pensare che se invece di spendere 2 milioni l’anno per stipendiare finti cavalieri militari e inutile burocrazia federale…

    3 Ottobre 2018 at 07:54 Rispondi
    • lastriglia #

      Nel mercato dei cavalli da G.P. la domanda supera di molto l’offerta; invece langue il mercato da 10 a 30 mila euro. E’ un grosso problema perché chi compra quei cavalli non è in genere in grado di farli progredire.

      4 Ottobre 2018 at 12:53 Rispondi

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