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IL BENESSERE DEL CAVALLO (1)

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Il benessere del cavallo, al quale ho dedicato un’intera rubrica,  torna sempre di attualità perché è sempre più numeroso il popolo degli amanti del cavallo, dei quali mi sento amico.

Senonchè spesso essi esprimono dei concetti e delle affermazioni che contrastano gravemente con i principi di tutela che sono appena stati pubblicati dal Ministero della Salute e che valgono, quindi, a definire il reato di maltrattamento.

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Ribadisco che quei principi rappresentano il meglio dell’Equitazione Classica e trovano un riscontro nel Regolamento per il Dressage.

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Il benessere del cavallo è influenzato dalla sua condizione fisica,  dalla sua alimentazione,  dalla possibilità di godere di un adeguato riposo,  dalle condizioni di stabulazione ed infine dalla sua condizione psicologica.  Tratterò qui della condizione fisica facendo riferimento non certo ad un’opinione personale, ma a concetti acquisiti nella moderna fisiologia, scienze motorie ed arte equestre.

Ricordo che l’aderenza a questi principi è un obbligo per tutti coloro che desiderano utilizzare un cavallo per scopi agonistici, ludici o turistici (Codice di Tutela).  Ricordo inoltre che, se non fosse stata concepita l’Equitazione, il cavallo sarebbe una specie estinta.

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In natura il cavallo nasce come un animale predato e quindi soggetto ad una vita breve e non certo felice perché sempre con il problema della sopravvivenza.  Inoltre il cavallo non nasce atleta ed è quindi soggetto ad una rapida usura per cui a 15 anni è già vecchio.

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L’Equitazione trasforma il cavallo in un atleta: così come in campo umano gli insegna a muoversi ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo adeguando gradualmente la sua muscolatura a portare il cavaliere  senza sforzo apparente.  Fino a vent’anni può competere al massimo livello e poi, ad un livello inferiore, almeno fino a 25!

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L’atleta umano impara ad utilizzare il movimento delle braccia e poi sviluppa nei due arti una pari capacità di flesso-estensione che dà la spinta.  Il cavallo ha quattro arti e nasce, in genere, piegato a sinistra: questo significa che il posteriore sinistro,  flettendosi maggiormente, porterà più peso e diventerà più forte del destro:  di conseguenza, se non viene corretto, il cavallo preferirà fare fatica con il sinistro piuttosto che con il destro che, quindi, si atrofizzerà.

Quando il processo di atrofizzazione è rilevante, il cavallo diventa irregolare(zoppo) prima dietro e poi anche davanti.  Poiché non credo che qualcuno possa sostenere che un tale cavallo goda di un qualche benessere,  ne deriva che almeno una giusta base di lavoro è obbligatoria per tutti.

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A tutt’oggi è stata inventata una sola modalità atta ad ottenere uno sviluppo armonico del cavallo ed è quella propria dell’equitazione classica (Regolamento del Dressage):  essa si basa sul fatto che i muscoli si sviluppano esclusivamente quando si contraggono dopo essersi distesi,  che il cavallo deve essere tenuto diritto (attraverso la tensione dorsale) altrimenti eviterà di impegnare il posteriore più debole  e che il pari impegno si ottiene premendo dal di dietro su di una mano pari.

Queste esigenze rendono obbligatorio l’uso dell’imboccatura  (filetto) che deve essere gradita al cavallo e quindi dolce ed adatta alla conformazione della sua bocca.

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Tutti i metodi senza imboccatura possono quindi essere utilizzati soltanto nel primo periodo dell’addestramento, quello nel quale il cavallo deve trovare il suo equilibrio inarcando la linea dorsale.

Preciso che nell’addestramento condotto  correttamente non vi è alcuna costrizione se non, inizialmente, la sottomissione alla capezza(che serve ad evitare gravi incidenti) ed agli aiuti propulsivi che, in un cavallo sano, vengono presto sostituiti dall’azione del peso del corpo(“L’azione del peso del corpo”).   CONTINUA…

Carlo  Cadorna

 

2 Responses to “IL BENESSERE DEL CAVALLO (1)”

  1. timoteo #

    Buongiorno , avrei bisogno di chiarirmi il significato dell’uso dell’assetto nella creazione dell’impulso , nel passo e nel trotto .Io sono rimasto all’impiego delle gambe , per ottenere impulso .
    Grazie

    3 Aprile 2015 at 10:24 Rispondi
    • lastriglia #

      La gamba inizia dalle reni (lombo-sacrale) ed arriva fino al tallone. Il cavallo, con l’addestramento, impara ad associare prima la gamba alla frusta; in seguito l’azione delle reni (azione del peso del corpo) alla gamba.

      3 Aprile 2015 at 12:48 Rispondi

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