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L’ELEGANZA A CAVALLO

L’eleganza, in tutti i settori, è fatta di buon gusto e misura.   L’equitazione di tradizione e disciplina.

Quanto alla disciplina, è difficile pensare che un cavaliere che non sappia autodisciplinarsi possa ottenere una qualche forma di disciplina da parte del suo cavallo.

La tradizione è intimamente legata al mondo equestre:   qualche anno fa è stata condotta in Francia una sperimentazione per sostituire la tradizionale tenuta da caccia con un giubbetto moderno suscettibile anche di portare delle sponsorizzazioni.  Ma questa possibile innovazione è stata bocciata a grande maggioranza dalle società ippiche perché avrebbe determinato una forte flessione nel reclutamento dei giovani cavalieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

Non tutti sanno che molti capi tradizionali avevano una motivazione pratica:  per esempio, il plastron serviva per poter fare delle fasciature di fortuna che venivano fissate con la spilla;  lo sbuffo per evitare che i pantaloni tirassero.     Il taglio delle giacche lo stesso.   Le amazzoni portano i capelli raccolti perché potrebbero andare negli occhi nel momento più critico.

 

Oggi, con l’avvento dei tessuti elasticizzati,  molte di quelle esigenze sono venute meno.  Ma resta forte il richiamo ad una tradizione che rappresenta uno dei punti forti del nostro sport rispetto a tutti gli altri.

Nel regolamento per le categorie di Equitazione sono rimaste alcune delle regole tradizionali dell’eleganza equestre:  anzitutto,  tutto quello di accessorio che si mette al cavallo dovrebbe essere di colore bianco:     fascie, copertine, paraorecchie….   Come dire che gli altri colori sanno di cattivo gusto.

Di particolare importanza la toelettatura del cavallo:   se si fanno le treccie devono essere piccole e fissate con elastici  dello stesso colore della criniera;   ma una criniera naturale,  ben scrinata (come nella foto) è molto meglio.   Lo stesso la coda:  deve essere scrinata nella parte alta ai lati e tagliata pari sotto i garretti.

 

La bardatura deve essere in buone condizioni(possibilmente non nuova) con tutti i riscontri, soprattutto della testiera ben fermati. Il sottogola deve lasciar passare quattro dita.  Le capezzine troppo strette sono un’inutile e controproducente cattiveria nei confronti del cavallo:  ignoranza o cattivo gusto?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il comportamento dei cavalieri deve essere improntato alle regole della buona educazione:  andare a salutare il padrone di casa ed il presidente di giuria.  Se si vince un premio in oggetti di valore scrivere una lettera di ringraziamento a chi ha offerto il premio.  Salutare gli altri concorrenti ricordando che è sempre il più giovane a dover prendere l’iniziativa.

E’ norma dettata dalla tradizione che a cavallo non si fuma: chi lo vuol fare faccia piede a terra.

Quando si vince,  ricordarsi che il merito è del cavallo:  quindi niente esibizioni con lancio del cap (è anche pericoloso e vietato) ma limitarsi  a qualche carezza  per il nostro compagno.   A questo proposito ho molto apprezzato che Emilio Puricelli  abbia fatto notare la compostezza di Bezzie Madden dopo la grande vittoria nella World Cup.

I comitati organizzatori si ricordino dei cavalli durante le premiazioni : un cestello pieno di avena o carote va benissimo.

Infine è necessario il rispetto dei regolamenti  e delle regole di maneggio (lasciare la pista a quelli che sono all’andatura superiore).

Carlo Cadorna

 

2 Responses to “L’ELEGANZA A CAVALLO”

  1. maria cristina #

    Anzitutto complimenti per l’interessante blog. Sono un’appassionata di questo sport da quando ho iniziato nel lontano 1972, a 11 anni. Pur avendo subito una pausa lunga 15 anni, sono riuscita a risalire in sella 10 anni fa, e, da allora, nonostante un’ernia discale operatami nel 2008, per rischio di paresi dell’arto destro, non ho più smesso di montare a cavallo, alla faccia di tutti quelli che mi volevano a terra “per il bene della mia schiena” . Ma arrivo al dunque. Sono nauseata dal fatto che il nostro sport abbia subito un declino così forte per quanto riguarda non dico l’eleganza in senso stretto, ma l’educazione equestre nel suo complesso, e la totale mancanza dell’osservazione delle regole di maneggio. Ma c’è di più: quello che mi disgusta è il fatto che nessuna giuria, (e quando dico nessuna intendo proprio in generale, anche nei concorsi Nazionali di S.O.) richiami gli istruttori che portano allievi completamente incapaci che rischiano la pelle non riuscendo ad avere l’equilibrio necessario per stare in sella ed affrontare percorsi di salto. Altra cosa avvenuta sotto il mio sconcerto più totale è stata la caduta di un’allieva in un concorso in un noto maneggio della lombardia che ha rischiato la vita, (il cavallo ha perso la testa e ha iniziato a correre al galoppo in giri concentrici finendo per sbattere la povera amazzone che scivolava lentamente con il cap contro la staccionata di legno e rimanendo a terra per alcuni minuti!) e del fatto che il suo istruttore si sia stupito lui stesso (l’ho sentito con le mie orecchie) di non essere stato ripreso dalla giuria, in quanto responsabile dell’addestramento della ragazza. E’ questo il livello di indifferenza in cui siamo sprofondati? Se la vita degli allievi non conta più niente, cosa conta la vita dei nostri amati cavalli? Che ne è del rispetto delle regole della buona equitazione?

    19 Agosto 2013 at 01:45 Rispondi
    • lastriglia #

      Gentile Maria Cristina,
      condivido e vedo(gareggio tutte le domeniche) tutto quello che dice! Ho aperto questo sito proprio per dare un contributo al contenimento dei problemi che ha così ben evidenziato. Non certo per la presunzione di conoscere ma per senso di responsabilità dal momento che ho avuto l’opportunità di vivere ed apprendere il rapporto con il cavallo in un’epoca completamente diversa, nella quale si rispettavano le regole e chi aveva un ruolo ne era all’altezza. Legga gli articoli sugli ufficiali di gara, sugli istruttori etc… Oggi c’è solo tanta presunzione che però trova un limite tremendo nella salute dei cavalli e nella sicurezza dei cavalieri. Purtroppo, il fatto che la stessa cosa sia avvenuta nel governo del paese non aiuta…. Io credo che tutto parte dal senso di responsabilità di chi viene eletto: deve sentire la responsabilità di essere stato investito del potere(e quindi del dovere) di governare e prendere ed imporre delle decisioni drastiche: siamo arrivati a questo punto perchè tutti hanno pensato solo a galleggiare! Per fortuna c’è internet: un mezzo formidabile di comunicazione e di democrazia: mi aiuti a diffondere questo blog e …mi scriva spesso!

      19 Agosto 2013 at 07:11 Rispondi

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