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EQUITAZIONE NATURALE MODERNA

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L’allevamento francese dei cavalli da equitazione è uno dei migliori del mondo, e la selezione vi è fatta essenzialmente basandosi sulla qualità pratica (collaborazione con i cavalieri) delle fattrici e degli stalloni messi in razza.                                                        Eppure, il 67% dei cavalli che nascono vengono scartati dall’impiego agonistico vuoi per ragioni fisiche, oppure perchè non giudicati “cavalcabili”.                                                  Posto che è pacifico che i puledri che si rompono sono semplicemente stati domati senza la necessaria progressione del lavoro, quelli considerati troppo difficili sono semplicemente i cavalli più generosi, quelli che possiedono l’impulso naturale in maniera più marcata:  poichè proprio quello che è ripreso sulla testata del mio libro era uno di quelli,  posso affermare con cognizione di causa che questo tipo di cavalli sono non solo i migliori, ma anche quelli che richiedono meno lavoro e meno fatica in termini di tempo.

Quanto precede dimostra che in generale, l’equitazione moderna è poco conosciuta:  per equitazione moderna s’intende quella che viene praticata in armonia con le moderne scienze motorie!  Esse prevedono quindi che il cavallo non debba sviluppare della forza attraverso lo sviluppo di determinati muscoli, ma invece che acquisisca la capacità di utilizzare correttamente le sue LEVE attraverso l’apprendimento di una giusta POSTURA (canali@posturaesport.com).

In concreto, il cavaliere NON deve essere un attore sul cavallo (atleta?) ma invece deve mirare ad annullare la sua presenza, limitandosi a consigliare al cavallo le modalità per assumere la corretta postura;  quindi, restando insieme non al cavallo ma al suo movimento, deve curare che attraverso la spinta delle sue leve il cavallo sviluppi i due fattori che gli consentono di muoversi come un atleta: l’impulso e l’equilibrio.  L’impulso si esprime con la tensione dorsale che non è mai troppa e l’equilibrio con la leggerezza pur nella tensione.  Quando si realizzano i sunnominati presupposti, il cavallo è in grado di fare qualsiasi cosa, semplicemente lasciandolo scorrere attraverso la propria inforcatura: le sue prestazioni acquisteranno una qualità conseguente alla capacità del cavaliere di non interferire con la necessaria concentrazione del cavallo che, soltanto in questo modo, potrà acquisire un’esperienza proporzionale al livello di difficoltà delle prove che verrà portato a sostenere.                                                                                                                                  La capacità del cavaliere di non interferire con il movimento del cavallo dipende dalla sua capacità di unire il proprio baricentro al movimento di quello del cavallo e, di conseguenza la sua mano al movimento oscillatorio della bocca e delle sue (del cavallo) reni.  Questa capacità si può esprimere soltanto se il cavaliere ha un assetto che, fermando la parte bassa del corpo, gli conferisce la piena libertà di muovere o fermare quella alta, in piena armonia con la postura ed il conseguente equilibrio richiesto al cavallo.  Al contrario di quanto si insegna oggi in molte scuole, il cavaliere deve preventivamente imparare a restare in equilibrio sulle staffe.  Potrà avvicinarsi alla sella soltanto quando il cavallo avrà imparato a portare indietro il suo baricentro sviluppando la muscolatura lungo-dorsale, egualmente dalle due parti.                                                                                   Gran parte della realizzazione della giusta postura si può ottenere con il LAVORO A MANO, allungando le redini mano a mano che si sviluppa l’impulso, abbinandolo con la cadenza, fino a che esse potranno consentire al cavaliere si stare dietro al cavallo: questa posizione consente un controllo totale difficile da realizzare con il cavallo montato.

8 Responses to “EQUITAZIONE NATURALE MODERNA”

  1. Sebastiano Comis #

    Caro Generale, mi sembra che la sua descrizione di quello che deve essere l’atteggiamento del cavaliere nella disciplina del s.o. corrisponda esattamente a quanto abbiamo visto fare da Richard Vogel nella finale di Ginevra, con United Touch che utilizzava liberamente tutte le sue capacità atletiche e un cavaliere che non ha mai fatto gravare il suo peso se non sulle staffe. Una monta più vicina a quella di un fantino di steeple chase che a quella di Ahlman. Ma del resto mi sembra che già i ‘vecchi’ Fredricson, von Eckermann e Epaillard siano su questa strada, anche se con meno agilità. Certo, vorrei vedere Vogel su un percorso di Vezzani, di quelli tosti…

    8 Gennaio 2024 at 13:55 Rispondi
    • lastriglia #

      Esatto: il cavallo di Vogel ha mostrato di aver acquisito un equilibrio ed una postura che possono essere mantenuti con la sola “azione del peso del corpo” senza interventi di mani e gambe: è la sostanza dell’equitazione naturale!

      17 Gennaio 2024 at 07:00 Rispondi
  2. Sebastiano Comis #

    Vedo che finalmente Giacomo Casadei ha attraversato il confine con la Svizzera per partecipare al CSI5 di Basilea. Speriamo che continui…

    10 Gennaio 2024 at 18:14 Rispondi
  3. Sebastiano Comis #

    Visto Giacomo Casadei nella prima 160 di Basilea. Buon percorso, con un solo errore nella parte finale, ma con due penalità di fuori tempo, il che toglie valore al risultato perché oggi i tempi delle gare sono molto ristretti e obbligano a ritmi ai quali i nostri cavalieri sono poco abituati. Casadei era anche iscritto al GP di Coppa del Mondo, al quale poi non ha preso parte…

    18 Gennaio 2024 at 10:56 Rispondi
    • lastriglia #

      Il fatto che sia uscito dal tempo, dimostra che il suo cavallo non è in avanti ma piuttosto in un equilibrio instabile. Evidentemente, coma dice Morris, non sente il movimento del cavallo…..

      21 Gennaio 2024 at 17:13 Rispondi
  4. Sebastiano Comis #

    Caro Generale, nel panorama sconfortante della nostra equitazione fa eccezione il caso di Emanuele Gaudiano, ieri impegnato in una 155 (direttore di campo Vezzani) in Quatar. Essendomi collegato in ritardo al ‘ di ritardo, il barrage a 20 cavalieri, non avevo visto Gaudiano, che avrebbe dovuto entrare per quinto ol sesto. Invece è entrato in campò per penultimo con il ‘vecchio’ (15 anni) Chalou e con mezza faccia tumefatta, probabilmente per una testata. Bene, Gaudiano ha fatto il miglior tempo con uno Chalou che dopo un lungo riposo sembra recuperato. Ma anche nelle gare di queste settimane nei paesi arabi Gaudiano ha vinto più volte con Crack Balou, Vasco,Conthargo Blu, Nikolai del Music. Con lui ha gareggiato Previtali, altro ‘carabiniere’, sempre con cavalli della scuderia Gaudiano. A parte questo aspetto organizzativo, non comune in Italia, ho visto Gaudiano montare con grande senso del cavallo e una generosa lunghezza di redini che non consente vistose chiamate ma richiede un grande occhio per le distanze e eventuali correzioni in avanti. Insomma un esempio da seguire da molti punti vista.

    24 Febbraio 2024 at 09:39 Rispondi
    • lastriglia #

      Gaudiano ha avuto e forse ha un buon istruttore che lo segue e lavora in modo corretto, compatibilmente con la sua mancanza di assetto: ha comunque un senso del cavallo orientato in modo giusto, cosa rarissima.

      28 Febbraio 2024 at 19:33 Rispondi
  5. Sebastiano Comis #

    Le conseguenze della testata o di altro hanno fatto sì che Gaudianoi non sia partito nelle due gare di oggi.

    24 Febbraio 2024 at 19:14 Rispondi

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