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LE DIFESE DEI CAVALLI

 

La difesa è una modalità, attuata in genere dal cavallo secondo una strategia(vediamo che cosa succede se faccio una piccola difesa…), per evitare il lavoro che il cavaliere gli richiede.

Vi sono difese che tendono ad evitare il lavoro in sè stesso e quindi denotano un vero e proprio rifiuto nei suoi confronti e difese che riguardano le modalità del lavoro.

Le prime sono quasi sempre dovute a gravi lesioni alla colonna vertebrale perchè sono particolarmente dolorose per il cavallo.  Spesso riguardano la zona dove appoggia la sella o quella lombare.   Tanti anni fa ebbi l’opportunità di montare il cavallo Red Fox che, montato da Piero d’Inzeo, vinse nel 1970 il Gran Premio Roma.  Fu una vittoria memorabile perchè il cavallo era andato molto male nei giorni precedenti.     Il giorno del gran premio Piero lo fece portare in campo prova un’ora prima e lo “strizzò” come solo Lui sapeva fare.  La risposta fu uno dei Suoi percorsi più perfetti.    Il cavallo usava impennarsi e portare il suo cavaliere fuori dal campo su due gambe.  Dopo quella vittoria le sue difese aumentarono considerevolmente.  Era molto piacevole da montare perchè molto elastico e ben lavorato:  quando morì scoprirono che aveva una lesione al garrese che doveva essere molto dolorosa anche perchè allora si usava mettere le selle molto avanti.  L’osteopatia era un’illustre sconosciuta: oggi si sarebbe sicuramente potuto eliminare la causa delle difese con la manipolazione.

 

 

 

 

 

 

 

Più comunemente le difese sono indicative di una mancanza di collaborazione da parte del cavallo nei confronti del cavaliere.          Il lavoro diventa improduttivo e tende anzi a sviluppare una muscolatura alternativa che, alla lunga, renderà il cavallo inutilizzabile (lo tengano presente i cavalieri che sottovalutano le difese! ).  Saranno in genere più evidenti sui cavalli di carattere che sono normalmente i migliori.

Le difese riguardano i due elementi che caratterizzano le andature del cavallo: l’equilibrio e l’impulso.

pesante

 

 

 

 

 

 

 

Le difese di equilibrio si esprimono pesando sulla mano o sottraendosi ad essa:   mettendosi contro (contro la mano) o incappucciandosi(naso sotto la verticale). Derivano da un assetto difettoso del cavaliere che non conferisce indipendenza alla mano, oppure da una mancanza di considerazione da parte del cavaliere della struttura del cavallo: se un cavallo è costruito male bisogna dargli il tempo di modificarsi sviluppando una muscolatura corretta.   Se il cavaliere non ha una mano indipendente, eserciterà una pressione sulla colonna vertebrale dall’avanti all’indietro che metterà le articolazioni posteriori alte nell’impossibilità di funzionare.  Se le “cerniere” posteriori non si flettono,  il cavallo, nell’impossibilità di sostenersi, si metterà sulle spalle.

Pensare di eliminare le difese di equilibrio ricorrendo ad imboccature forti, capezzine coercitive o redini ausiliarie è profondamente stupido perchè serve solo ad aiutare il cavallo ad inventare nuove difese.  Bisogna ricominciare il lavoro da capo (leggi “L’addestramento del cavallo”) correggendo il proprio assetto. I cavalli che si sottraggono incapucciandosi devono essere lavorati in dislivello:  in campo ostacoli è utile usare la redine d’apertura su degli otto e delle spezzate, oltre a lavorare molto sulle transizioni.   Per valutare correttamente l’equilibrio reale di un cavallo non c’è niente di meglio del filetto elevatore in seconda redine(perchè impedisce al cavallo di sottrarsi).

Le difese da impulso si manifestano con il rifiuto, da parte del cavallo, ad avanzare od a rispondere in avanti con generosità alle richieste del cavaliere. Quindi la mancanza di una risposta generosa all’azione leggera della gamba è già una difesa, se le leve posteriori del cavallo sono disposte in modo da poter spingere la massa in avanti (è interessante notare che quando il cavallo può esercitare la spinta in avanti, gli appiombi posteriori sono corretti).  Se non è così, bisogna avere pazienza ed aspettare ad utilizzare, in gara, il cavallo che non può essere pronto.  Quasi sempre riguardano la mancanza di spinta di un solo posteriore che determina una posizione obliqua dell’asse del cavallo.

Le difese da impulso devono invitare a far visitare il cavallo da un osteopata e da un veterinario e non devono mai essere tollerate perché torneranno inevitabilmente a verificarsi in modo più accentuato e più difficile da risolvere(vedi “Esperienze nell’addestramento”).  Tra queste di particolare rilievo le impennate e gli scarti.  L’impennata deve essere vinta nella psicologia del cavallo altrimenti si manifesterà con sempre maggiore furbizia:   quando è sollevato, strapponargli in bocca con la mano dx mentre la sx si attacca al collo,  gli farà passare subito la voglia di ripeterla.   Naturalmente, risolvere la difesa dell’impennata non è cosa che può fare un cavaliere che non sia molto esperto (per questo motivo, i ragazzi dovrebbero montare dei cavalli maturi, ben addestrati).  Mettere il cavallo in flessione, come insegnano molti istruttori,  non ha alcuna influenza sulla psicologia del cavallo.   Comunque, quando un cavallo avanza veramente, l’impennata scompare!

Parimenti lo scarto di un ostacolo è una difesa che va punita immediatamente:  fermare il cavallo all’altezza dell’ostacolo e punirlo con la frusta!  E’ errato cercare di tenere il cavallo nella giusta direzione:  bisogna invece addestrarlo meglio in modo che vada esattamente nella direzione del corridoio delle redini.   Quando invece il cavallo si rifiuta di avanzare con la dovuta generosità,  deve essere aggredito con gli speroni (che non devono bucare la pancia del cavallo!) fino a difesa superata.

Bisogna tuttavia sempre partire dal presupposto che, quando il cavallo rifiuta di fare qualcosa, c’è sempre una ragione!  Tra queste non sottovalutate mai lo stato e la sensibilità dei piedi.

Sottovalutare o non prendere in considerazione le difese è un grave errore che si riflette, oltre che sulla salute dei cavalli, sulla sensibilità dei cavalieri che distruggeranno altri cavalli.  Gravissimo quindi quando le difese riguardano degli Juniores che non vengono corretti oppure dei cavalieri di nome perchè vengono imitati dai ragazzi.   Oggi è “normale” vedere dei cavalli che lavorano in sottrazione (naso al disotto della verticale) perchè istruttori e cavalieri credono che sia un atteggiamento positivo:  è il sintomo di una situazione culturale sottosviluppata!

 

Carlo Cadorna

9 Responses to “LE DIFESE DEI CAVALLI”

  1. Molti di questi comportamenti dei cavalli li abbiamo provati un pò tutti. Aver presente sempre che questi comportamenti possono essere ancor più che vizi o difetti, semplicemente dei dolori o delle risposte a cattivi comandi, ci può insegnare ad avere costantemente un approccio di comprensione verso il cavallo e ci dovrebbe porre in condizione di metterci in discussione circa la propria posizione ed il proprio assetto .
    Molto interessante, al solito!
    Filippo Gargallo

    3 Settembre 2012 at 19:39 Rispondi
  2. laura #

    Prima di cambiare maneggio vincevo tutto con la cavalla, una volta cambiato maneggio (era troppo lontano) delle macchie bianche sono apparse sul corpo della cavalla e da allora no riusciamo a terminare un percorso, mi fa continuamente rifiuti…
    I veterinari hanno detto che le macchie so no probabilmente stress…
    Secondo voi è possibile che la cavalla reagisca facendo rifiuti per dirmi che non si ambienta bene e che vuole tornare dove eravamo?

    3 Dicembre 2015 at 11:23 Rispondi
    • lastriglia #

      Non credo che dipenda dall’ambiente: Le racconto quello che è successo a me qualche anno fa… Avevo un cavallo con il quale ero sempre in premiazione; poi ho cambiato maneggio per poter lavorare sui terreni del CEF. Fine risultati e molti dubbi sull’alimentazione del cavallo: poi il responsabile è stato ricoverato in ospedale ed ho scoperto che la sera il mio cavallo mangiava solo fieno! Le macchie bianche non mi sono mai capitate ma dipendono sicuramente da una cattiva alimentazione. Controlli la qualità del fieno (legga “Pratica di scuderia”) e la quantità dei cereali che devono essere di circa un kg. per ogni quintale del cavallo. Guardi anche la composizione sul cartellino con le percentuali. Il fianco del cavallo deve essere pieno, il pelo splendente. Mi mandi una foto del cavallo visto di fianco in pieno sole, su di un terreno piano. Bisogna anche escludere che sia un problema di ferratura(potrebbe spiegare i rifiuti): per caso ha cambiato maniscalco? Infine controlli che le macchie bianche non siano determinate dalle uova (bianche) dei pidocchi; nel caso vanno trattate con un anti parassitario.

      3 Dicembre 2015 at 16:25 Rispondi
      • laura #

        Allora sul cibo dubito perché ho controllato più volte e la sera la cavalla magia, poi non essendo l’istruttore che dà da mangiare ma i groom, credo che sia improbabile che solo a lei diano cose strane ( mi capita di essere presente varie volte quando preparano da mangiare). Domani vado dalla cavalla e controllo i fianchi. Il mio “vecchio istruttore” sostiene che sia l’ambiente perché in effetti la cavalla dov’era prima era abituata ad essere lavorata da un esperto e nel week-end andavo e ci allenavamo per le gare, alcune volte stava o in paddock o in tondino libera…qui invece è sempre chiusa in box o montata…può essere questa la causa? Il maniscalco è nuovo pramai è la seconda volta che la ferra,e fino ad ora non aveva mai fatto niente! E i veterinari hanno detto che non sanno da dove provengono queste macchie!
        Ha qualche soluzione? Grazie per la sua disponibilità

        3 Dicembre 2015 at 19:38 Rispondi
        • lastriglia #

          Se ho ben compreso, prima la cavalla veniva lavorata da una persona esperta mentre ora resta nel box: questo ha un effetto negativo sia sull’impulso della cavalla, sia sulla sua capacità di assorbire quello che mangia. I cavalli devono lavorare tutti i giorni: se non possono essere montati, alla corda o almeno alla giostra. Anche la ferratura va controllata: per esempio vedere con l’apposita tenaglia se la suola è dolente( se lo fosse è certo che non salta!).

          3 Dicembre 2015 at 23:23 Rispondi
  3. Piccoli problemi #

    La mia cavalla è abbastanza fredda nel lavoro in piano quindi la devo montare con gli speroni ed il frustino, altrimenti non cammina. Il mio problema è che a mano destra non appena le tocco il costato con la gamba si infastidisce e si mette in difesa impennandosi oppure sgroppando con cattiveria, cercando in tutti i modi di buttarmi giù. Un altro problema che si presenta è che quando giro a destra tende a buttarsi all’interno e in questo modo mi costringe a toccarla con lo sperone, scatenando così la reazione prima spiegata… secondo voi è semplicemente un “vizio” o potrebbe essere qualcosa collegato alla salute della cavalla? Se secondo voi riguarda la salute, che ipotesi fate e in che modo posso risolvere?

    17 Febbraio 2018 at 21:50 Rispondi
    • lastriglia #

      La Sua cavalla ha tutti i sintomi del mio due anni fa (“L’osteopatia). Vi è sicuramente un problema, abbastanza grave per determinare le difese, al posteriore sx. Quasi sicuramente vi è qualche contrattura sulla groppa: ci vuole un osteopata che abbia la necessaria sensibilità ed esperienza nelle mani per diagnosticarla e manipolarla (“Le lesioni muscolari). Intanto le consiglio di lavorare andando diritto, con una parete(o recinzione) sulla dx. Deve usare poco lo sperone e molto la frusta lunga con una mano, tenendo le redini pari con l’altra. Ricordi che questi problemi si risolvono lavorando al passo allungato con il cavallo bene appoggiato nella mano. Infatti, mentre al passo l’eventuale lesione non peggiora ma potrà migliorare nella misura nella quale la cavalla usa i muscoli giusti, al trotto si compenserà danneggiandosi ulteriormente. Probabilmente sarà opportuno trattare la parte con una tintura, ma è bene fare prima una diagnosi precisa. Dove tiene la cavalla?

      18 Febbraio 2018 at 06:24 Rispondi
  4. Maria #

    Buongiorno. La mia cavalla ha subito una piccola lesione al tendine anteriore e una volta guarita ha ricominciato le gare ma ha cominciato a rifiutare gli ostacoli (mentre a casa o in campo prova non ci sono problemi). Partendo dal presupposto che ho poca esperienza (faccio gare da quasi 2 anni) potrebbe anche essere che il cavallo rifiuti per il dolore? Nell’ultima gara il tendine si è leggermente gonfiato…Grazie

    2 Ottobre 2018 at 17:19 Rispondi
    • lastriglia #

      I problemi ai tendini derivano sempre da squilibrio con sovrappeso su di un anteriore, generalmente il sx. La riparazione di un tendine richiede quindi prima di tutto la capacità, attraverso il lavoro, di rimettere il cavallo in equilibrio. La cavalla si ferma perché sa che se continua a saltare con il sovrappeso, il tendine sarà soggetto ad una lesione molto più grave. Chi comincia dovrebbe montare cavalli di età con un equilibrio consolidato.

      4 Ottobre 2018 at 12:22 Rispondi

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