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IL CASO TOTILAS

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Questa vicenda è interessante perché permette, alle persone cui piace ragionare, di rendersi conto dei meccanismi che regolano le prestazioni nell’attività agonistica:  dovrebbe quindi interessare in particolar modo i candidati alla presidenza FISE che dovranno apportare dei cambiamenti alla sua struttura.

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Totilas è uno stallone allevato in Olanda che ha fatto scalpore nel mondo del dressage perché, montato da E. Gal ha battuto tutti i record precedenti in termini di punteggio: cavallo con movimenti d’eccezione che derivano da una grande personalità unita ad una straordinaria forza nei posteriori ed una grande generosità.

 

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Senonchè  Gal è un sostenitore della roll-kur ovvero di un metodo di addestramento che ottiene la sottomissione del cavallo “incravattandone” l’incollatura: effettivamente chiudendo l’incollatura sulla criniera si può ottenere un certo impegno della schiena del cavallo,  ma è un impegno primordiale che non porta ulteriore beneficio che può venire soltanto da un successivo sviluppo dell’estensione dell’incollatura.

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A parte la brutalità, l’inconveniente tecnico della roll-kur è che è fine a se stessa: il risultato termina con la sua azione.  Gal è un cavaliere abilissimo che si avvale di un assetto di grande efficacia e quindi riesce a tenere, durante le riprese, i suoi cavalli sempre chiusi dalla mano ottenendo in questo modo la possibilità di “tenerli” impegnati con le gambe e l’assetto.

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E’ una brutta equitazione, anzi non è equitazione perché non vi è nessun vero sviluppo delle potenzialità fisiche del cavallo che viene soltanto sfruttato nelle sue possibilità naturali. Ma purtroppo dei giudici scadenti ed un pubblico poco informato hanno scambiato per impulso i movimenti eccezionali di un cavallo atotilas4ltrettanto eccezionale:  questa non è “la mia opinione” ma una realtà fissata da una quantità di fotografie che mostrano un cavallo troppo chiuso e contratto.

Una ulteriore prova di quanto affermo risiede nel fatto che un cavallo può considerarsi addestrato quando è divenuto facile da montare ed ha sviluppato una muscolatura che gli garantisce la possibilità di effettuare l’attività agonistica senza sforzo e, quindi, senza alcun rischio di contrarre lesioni varie.

Nel 2010 il più grande commerciante in Germania ha deciso l’acquisto del cavallo per una cifra che prima non era stata mai pagata(10 mln.):  l’acquisto è stato fatto in società con A.K.Lisenhoff, figlia di una famosa amazzone degli anni ’60, per la monta del figlio M.A. Rath con l’obiettivo di pagare il cavallo con le monte (8000 euro), l’attività agonistica e le sponsorizzazioni.

Senonchè, il cavallo, pur soddisfacendo il suo cavaliere, è incorso in continui incidenti che, in quattro anni, gli hanno permesso la partecipazione a 2-3 gare soltanto nel 2014.  I proprietari, di fronte a questo insuccesso, hanno rimandato il cavallo(con cavaliere) a lezione dal suo precedente istruttore in Olanda.

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Faccio alcune considerazioni: non era difficile comprendere che il cavallo doveva i suoi risultati all’abilità del Sig. Gal :  bastava guardare le fotografie.

Di conseguenza la cosa più intelligente, dopo l’acquisto, era di sottoporre il cavallo ad un periodo di ricondizionamento fisico riprendendo l’equitazione di base:  invece, illusi dall’attitudine del cavallo hanno ripreso subito il lavoro in riunione.

Dopo l’evidente fallimento, anziché cambiare strada hanno ritenuto di insistere (perseverare diabolicum) tornando alle origini(che già si erano rivelate errate).

Quindi, come si vede, una serie di decisioni illogiche e quindi errate. Se osservate bene il cavallo, ha una muscolatura dorsale insufficiente per poter sostenere la fatica del dressage ad alto livello.

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Il modello è invece il cavallo della Dujardin che è in grado di effettuare tutta la ripresa senza alcuno sforzo apparente: infatti questo significa conoscere la fisiologia dei muscoli che, a scanso di gravi lesioni, non devono mai lavorare sotto sforzo ma sempre in decontrazione.

Carlo  Cadorna

5 Responses to “IL CASO TOTILAS”

  1. Naty #

    Caro colonnello,leggere questo articolo è come prendere uno schiaffo in faccia che ti costringe a svegliarti di soprassalto con il cuore in gola..
    Totilas..lo stallone morello che ha incantato tutti, me compresa , alla fine sparito ( io me ne sono accorta eccome se me ne sono accorta!!) quasi innominato e chissà innominabile e soppiantato da Parzival prima e dal Bel Valegro poi.. che ci allieta con tecnica e rispetto della fisiologia equina. Nel suo articolo c’è una foto che mi ha contorto lo stomaco in una morsa fortissima!
    Non riesco a capacitarmi… Chi
    Può fare una cosa simile a un cavallo? Un essere così sinuoso e armonico, potente e leggiadro, che può esprimere al massimo il suo potenziale se montato al meglio.
    Non so se rileggerò più il suo articolo.. E non perché non sia interessante ma perché Quella foto mi ha dato una pugnalata troppo forte e vorrei reagire. Io reagisco sempre! Ma non so da dove partire colonnello!!!
    Attraverso le sue parole mi è crollato il Mito Totilas … E riguardandolo,l esasperazione di quei movimenti è quasi una forzatura.. Ed ha ragione lei quando parla di giudici scadenti e pubblico incompetente!! Ma guai a dirlo troppo forte.. Il pubblico è sacro!
    Anche se non capisce niente.

    Anche se fa male a questo sport e ai suoi protagonisti silenziosi.
    I cavalli.

    3 Febbraio 2015 at 00:31 Rispondi
    • lastriglia #

      Il mio scopo è quello di ottenere una ribellione tra gli appassionati affinché “bombardino” la FISE e la FEI di mail per far sospendere concretamente certe sevizie nei confronti dei cavalli. La FEI ha condannato la roll-kur ma ha chiuso tutti e due gli occhi nel tradurre questa condanna in pratica: infatti, agli ultimi mondiali, sono stati fotografati dei cavalli in quell’atteggiamento. La FISE è inesistente a livello internazionale anche se aveva nominato un suo rappresentante presso la FEI(perché evidentemente quel ruolo era stato interpretato unicamente come una poltrona in più!). Quanto al pubblico, è compito dei giudici sovraintendere alla sua formazione tecnica così come a quella dei cavalieri. Se la nostra federazione esistesse, potrebbe suggerire alla FEI di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per spiegare, in tempo reale, le motivazioni dei punteggi assegnati dai giudici; o, in alternativa, dare un giudizio complessivo sulla correttezza di base nell’addestramento dei cavalli. Ma quando vede fotografato un cavallo che prende 9 in un trotto allungato nel quale non può estendere la linea dorsale perché la schiena è imbarcata(Totilas) oppure sdoppia il diagonale appoggiando un solo arto (Parzival), non si può che prendere dei provvedimenti nei confronti dei giudici perché queste cose sono le prime che vengono loro insegnate nei corsi di formazione. A parole tutti condannano le sevizie ma poi nella realtà un cavallo può passeggiare per più di un’ora a Piazza di Siena davanti a tutti (compresi molti alti rappresentanti delle forze dell’ordine) con il muso “intorcinato in mezzo alle gambe” senza che nessuno intervenga. Mi pare che dovremmo guardarci meglio allo specchio!!!!!!!!!

      3 Febbraio 2015 at 05:41 Rispondi
  2. Naty #

    Grazie colonnello 🙂

    5 Febbraio 2015 at 16:44 Rispondi
  3. patrizia #

    Forse sbaglio ma mi risultava che Totilas quando passato di mano proprio per “ricondizionarsi” e per rimettersi con il nuovo cavaliere sia uscito dalle scene per un po’ .Ho avuto il piacere di rivederlo a Kappellen in Belgio, nel 2014, nel concorso organizzato da Mariette Withages ,montato da Raht . Irriconoscibile, un altro cavallo nel senso di totale decontrattura , in perfetta armonia ed intendimento con il suo cavaliere. leggeri come piuma (se si può dire). Chiaro che del mio parere da incompetente non è da tenerne conto ma i commenti degli esperti presenti erano molto positivi. dicono che poi si è “rotto”. la domanda è: quello che aveva ” subito” prima potrebbe averlo irrimediabilmente rovinato ?

    22 Marzo 2015 at 20:18 Rispondi
    • lastriglia #

      Certamente! Ma soltanto un bravo osteopata potrebbe dare una risposta. Quello di cui sono certo è che un cavallo, quando cambia cavaliere e metodo di lavoro deve essere ricondizionato per almeno tre mesi all’andatura del passo allungato perché è l’unica andatura alla quale il cavallo non si compensa. Quando è stato venduto non aveva muscolatura lungo-dorsale: questo è certo perché si vede dalle foto.

      22 Marzo 2015 at 20:32 Rispondi

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