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I PRINCIPI DELL’OSTEOPATIA

E’ la colonna vertebrale che presiede al movimento ed anche a molte funzioni interne.  Se i flussi che scorrono in essa si interrompono per un incidente,  interverrà la compensazione da parte di altri organi che,  non essendo deputati a quella funzione, si deterioreranno.  Un pò come un torrente che non può scorrere bene perchè è franata una sponda.

 L’osteopatia individua il danno con la sensibilità delle mani (il danno è difficilmente individuabile a vista perchè il cavallo si compensa e non va zoppo) e con le stesse, attraverso la manipolazione (eventualmente con l’aiuto di eparinoidi ed antinfiammatori),  restituisce alla colonna la sua funzionalità (perchè l’effetto della manipolazione è la decontrazione della parte trattata, se c’è una compensazione o la rimozione di eventuali blocchi e, nel tempo, la riduzione delle lesioni artritiche) attraverso l’autoriparazione.

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E’ di grande efficacia l’abbinamento con la Tecar-terapia e la magneto-terapia(leggi “Gli strumenti elettromedicali e non solo”) oltre all’ago-puntura.  Le lesioni possono determinarsi in vari modi: le più frequenti,  a carico delle vertebre lombari, per il ricovero dei cavalli in box troppo piccoli o per movimenti inconsulti da parte di un cavallo che è uscito dal controllo (per esempio l’uscire con un posteriore dalla rampa del van) od alle cervicali quando vengono forzate dalle redini ausiliarie.

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Un esempio comune è dato dall’infiammazione del nervo sciatico che è determinata dal probabile blocco di L3-4  perchè in esse si inserisce.  La cura corretta quindi, è la manipolazione di quelle vertebre e non le infiltrazioni nella schiena.  La manipolazione deve sempre accoppiarsi ad un lavoro corretto, dall’indietro in avanti.  I risultati, in termini di funzionalità, sono immediati.  Ma, nel caso di lesioni vecchie e non curate,  la manipolazione va ripetuta per molti mesi fino a che sia scomparso ogni segnale infiammatorio.

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I cavalli che hanno problemi di carattere (che manifestano sia in scuderia che in prossimità dei salti, con delle difese)   e quelli che  soffrono di problemi alla schiena  o si flettono da una parte sola, dovrebbero essere visitati da un bravo osteopata.

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In generale le lesioni alla colonna determinano un portamento laterale della coda e la rotazione, in fase di spinta, di uno o di entrambi i posteriori.  Le lesioni muscolari determinano la rigidità della coda e le manifestazioni  difensive dei posteriori (scalciate…).

Le tensioni muscolari e gli sforzi provocano dei rigonfiamenti che, presi all’inizio, possono facilmente essere distesi con la manipolazione (“Le lesioni muscolari”).

In conclusione, l’osteopatia rappresenta un vero e proprio capitolo dell’Equitazione moderna:  quando il cavallo non fa qualcosa che è in condizione di fare perchè l’ha ben compreso, è profondamente errato richiederlo con l’uso della forza.  Il cavallo si compenserà provocandosi lesioni ben più gravi.  E’ invece necessaria una visita osteopatica competente.    Di conseguenza, la conoscenza dell’osteopatia deve rivoluzionare l’Equitazione(anche la buona Equitazione).

Una volta si cercava la decontrazione attraverso l’impulso:  oggi sappiamo che invece la decontrazione deve precedere qualunque lavoro (fisiologia dei muscoli) e si dovrà ottenerla all’andatura inferiore di quella nella quale si manifestano le rigidità. (Ho visto gli stage di Morris: è un grande istruttore ma il suo approccio all’equitazione deve essere aggiornato).

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L’osteopatia non è riconosciuta come scienza ed è difficile che lo possa essere: infatti la sua pratica presuppone una grande sensibilità ed attitudine delle mani.  Niente che possa essere studiato come la medicina. Inorridisco, con l’esperienza di oggi, quando ripenso alle massaggiatrici (tutte diplomate) che mi hanno manipolato nel ’93 dopo un grave incidente.  La manipolazione non si può insegnare ma si può imparare se si ha l’attitudine necessaria a raggiungere il risultato:  quello della completa decontrazione della parte manipolata.

Io ho trovato nella pratica osteopatica un grande aiuto nel comprendere il linguaggio dei cavalli: senza questa comprensione non vi può essere alcun progresso reale nel rapporto con il cavallo.

                                                                                           Carlo Cadorna

P.S.   Studio pianoforte da molti anni: sicuramente questo aiuta le mie mani a “sentire” e ad agire.

5 Responses to “I PRINCIPI DELL’OSTEOPATIA”

  1. Alberto Alciator #

    Buongiorno Colonnello, volevo chiederle un consiglio. Ho notato che la rotazione in fase di spinta di uno o tutti e due i posteriori è un problema presente anche in molti cavalli giovani. Sarebbe quindi consigliabile una visita con un osteopata prima di mettere il cavallo in lavoro ? (a tre o quattro anni)
    In particolare sto educando un puledro di tre anni e mezzo che presenta questo problema con l posteriore sinistro, oltre ad una schiena piatta e rigida. ( tipo cavallo arabo e dovuta anche al suo carattere sospettoso che lo porta a tenere la testa molto alta e schiena rigida per guardarsi intorno in continuazione)
    Risolto in buona parte il problema psicologico , adesso il cavallo è più rilassato e posso tenerlo al passo senza che scappi in continuazione e vorrei cominciare un lavoro più specifico. Mi consiglia di cominciare sempre al passo in tondino e cercando di allungare il passo? Quando cominceremo a montare il cavallo, vista la rigidità della schiena secondo lei è meglio lavorare più al trotto o è preferibile alternare al passo brevi galoppi? Le chiedo tutto questo perchè mi piacerebbe che l’allevatore e il suo cavaliere cominciassero a tenere questi problemi in considerazione. So che sarà difficile perchè i cavalieri sono molto autoreferenziali e faticano ad accettare consigli, ma voglio fare un tentativo. Mi pare infatti che, come anche lei ha giustamente sottolineato, sia questo approccio ai problemi dell’equitazione la vera “modernità” più che tutte le tecniche e scuole che sorgono ogni giorno come funghi. Grazie per l’attenzione.

    Alberto Alciator

    9 Gennaio 2017 at 11:04 Rispondi
    • lastriglia #

      Vi è un’alta percentuale di puledri che, nel corso dell’allevamento, contraggono lesioni alte ai posteriori. Il posteriore che ruota dovrebbe essere dovuto ad un problema della colonna vertebrale, più probabilmente alle vertebre lombari. Osservi anche la coda se la tiene spostata di lato. Sono assolutamente sicuro che i cavalli si cominciano al passo allungato, prima nel tondino (3 mesi) con le redini e poi montato con una grande tensione dorsale (perché flette maggiormente le articolazioni alte ed è più facile tenerlo diritto). Quando ha una buona condizione si può cominciare a chiedere qualche tempo di galoppo sollevato. Conviene iniziare il trotto (andatura non basculata) soltanto quando il cavallo si ferma piazzandosi e con un giusto contatto con la mano. Ritengo che questo sia il sistema più moderno perché permette di fare bene e nel minor tempo senza il rischio di lesioni da sforzo. Aiuterebbe il cavallo facendogli(con le redini) incrociare i posteriori a mano sx e poi lavorando prevalentemente a questa mano fino a che la rotazione non sia cessata. La visita dell’osteopata è consigliabile. In genere bisogna manipolare le vertebre interessate con Hirudoid.

      9 Gennaio 2017 at 17:26 Rispondi
  2. Alberto Alciator #

    La ringrazio molto dei consigli, cercherò di farne tesoro perchè il puledro è veramente bello e lo merita.

    Grazie ancora

    Alberto Alciator

    12 Gennaio 2017 at 07:19 Rispondi
    • lastriglia #

      Giniaux dice che si impara a manipolare manipolando: è così ed il cavallo è il miglior soggetto per imparare perché se sbagli si ribella (al contrario dell’uomo). La pressione deve venire dalla forza delle dita e non da quella della mano che deve essere dolce. Il risultato (la decontrazione) si ottiene con la durata e non con la forza: la prima volta può essere necessario anche un quarto d’ora. Bisogna sentire sulla colonna se vi sono ingrossamenti delle vertebre o scalini al centro di essa e trattarli con Hirudoid tipo forte che si trova in farmacia. Abbinare questo trattamento con la ginnastica consigliata.

      12 Gennaio 2017 at 13:54 Rispondi
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    30 Gennaio 2024 at 05:35 Rispondi

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