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PER IL SALVATAGGIO DELL’IPPICA

 

Non ci sono più soldi e la situazione dell’ippica è tragica per le seguenti cause:

 1° le scommesse sono crollate

 2° il pubblico è diminuito

 3° manca: a) il cavallo campione

                  b) il proprietario che fa notizia

                  c) lo spettacolo

Non c’è giornalista che in questi ultimi anni non abbia scritto articoli e fatto proposte sull’argomento “salva ippica”, ma la situazione non si è mossa.

Ora, forse, è giunto il momento buono: non ci si può più aspettare che l’aiuto per risollevare l’ippica venga dalla politica, ma deve venire dall’ippica stessa.

È ovvio che la programmazione delle corse, il numero delle corse, il numero e l’efficienza degli ippodromi,la scelta del tipo di scommesse e tanti altri problemi di gestione ordinaria, devono essere gestiti da persone tecniche super qualificate. 

Ma la svolta decisiva può avvenire solo alle seguenti condizioni:

  •       “Progetto SIRE di ristrutturazione dell’ippica” 

La SIRE, ha preparato un documento di programma “Ristrutturazione dell’ippica italiana” inviato al Ministero delle Finanze.

Attualmente tutte le scommesse in Italia sono gestite dall’AAMS , agenzia che dipende direttamente dal Ministero delle Finanze.

Si può tranquillamente affermare che le scommesse sull’ippica, rispetto a tutte le altre sia sportive che non, sono gestite male.

Il gettito delle scommesse ippiche da anni è in continua diminuzione per vari motivi, quali la concorrenza di altre scommesse nelle Agenzie Ippiche e nei punti Corner, la loro tipologia, ma soprattutto l’alto prelievo su tali scommesse rispetto a tutte le altre.

Il Progetto SIRE è veramente innovativo rispetto all’attuale situazione. Propone, tra l’altro,  che le scommesse, sia pure gestite dall’AAMS, siano programmate dall’ASSI (nuova denominazione dell’UNIRE che diventa Agenzia); che i relativi prelievi anche da parte dello Stato, per un determinato periodo, siano ridotti e conseguentemente gli scommettitori abbiano un maggior ritorno e quindi un maggior interesse alle scommesse ippiche.

Inoltre, il Progetto pone grande attenzione agli IPPODROMI  che saranno gestiti da “Società di Corse” impegnate a produrre utili , favorire la presenza di pubblico,  fare spettacolo , incrementando così il volume delle scommesse.

Il “Progetto” propone tante altre innovazioni e proposte  per quanto riguarda i “Compiti”  dell’Agenzia, delle Società di Corse, della diffusione televisiva.

Solo con l’aumento delle scommesse e conseguentemente con maggiori disponibilità per tutto il settore, e con l’unione d’intenti di tutte le categorie, dagli allevatori, ai proprietari, allenatori, fantini e guidatori, si può sperare di salvare l’ippica.

  • Altro importante progetto,corollario del precedente, è quello allo studio da SIRE-AGRI che si propone di creare “nuovi proprietari”.

Partendo dal presupposto che veri proprietari si possono avere attingendo dalla categoria dei Gentlemen Riders, si propone di creare corsi per “Allievi Gentlemen Riders” con sedi in diverse zone d’Italia e con un programma almeno triennale.

Giovani tra i 15 e i 20 anni arriveranno dai tesserati  FISE, ANTE, LISE, SEFI e da altre Associazioni che stanno sorgendo.

 Cavalli,  ex-corse, saranno dati a fida ai Centri dove si svolgono gli stages o direttamente all’allievo G.R.

 Dovranno successivamente essere programmate, in diversi ippodromi, “Corse Riservate a Allievi G.R.”

                                                                Paolo Reinach

                                                       Consigliere SIRE  e  AGRI                                                                                           

Luglio 2011

One Response to “PER IL SALVATAGGIO DELL’IPPICA”

  1. Carlo Cadorna #

    Ho ascoltato una trasmissione TV nella quale sono stati trattati questi temi. Condivido la preoccupazione di alcuni esperti, che l’Ippica, dipendendo dall’ASSI,
    diventi una emanazione del Ministero. Sarebbe la fine perchè è difficile che la
    politica sia interessata ai nostri problemi. Molto meglio, anche se più difficile, contare sulle nostre forze ed orientarsi verso una gestione privatistica.

    12 Agosto 2011 at 14:51 Rispondi

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