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GRAN PREMIO LGT DI LONDRA

       Ho inserito questa fotografia che onora un grande cavaliere del passato perchè ieri, 13 agosto 2023, era nella veste di preparatore del miglior cavaliere visto nella gara londinese:  mi riferisco a Nick Skelton, istruttore di O. Fletcher che, sul piano tecnico, ha fatto vedere come si prepara un cavallo ed anche come lo si monta in gara.

Devo fare un elogio a J. Tops perchè ha compreso che U. Vezzani è l’unico chef de piste che è anche un eccezionale istruttore:  come sempre ha premiato i cavalli ben preparati rispetto a quelli di qualità intrinseca.  Il percorso richiedeva ai cavalli sia la capacità di rientrare sulle distanze corte, che di sapersi estendere su quelle andanti: è proprio quello che deve saper fare un cavallo da S.O.!

La gara è stata vinta da J. Springsteen su di un cavallo di un’altra categoria ma comunque che si è espresso ed è stato montato correttamente. Mi sono piaciuti, oltre al già citato Fletcher, N. Bruynseels, B. Underhill e M. Maccauley.

Il nostro E. Gaudiano ha montato un giovane cavallo che ha mostrato di non essere pronto per una gara di quel livello.

Si stanno disputando anche gli europei di completo:   Ugolotti , a mio avviso, è tecnicamente il migliore!

3 Responses to “GRAN PREMIO LGT DI LONDRA”

  1. Alberto #

    Buonasera Colonnello, vorrei chiedere un suo parere su una questione a cui penso da tempo. Secondo la sua esperienza il fatto che nel cross country del completo sia per molti così difficile rimanere nel tempo dipende più dalla difficoltà di reperire cavalli con le necessarie caratteristiche atletiche o dalla preparazione sbagliata dei cavalli stessi? Essendo una gara di regolarità e non di velocità massima sembra strano che mantenere questa regolarità sia così difficile. A parte chiaramente gare con terreno molo pesante a causa della pioggia Grazie come sempre per il tempo che ci dedica.

    Alberto

    18 Agosto 2023 at 18:10 Rispondi
    • lastriglia #

      Con le distanze attuali e con la fine dei tracciati tipo circo equestre, il tempo dipende dalla copertura dei cavalli: sul mio libro ( lastriglia.com) è spiegato (ed approvato dal Prof. Canali) come quanto si insegna nella maggior parte delle scuole è errato! Infatti il cavallo, per fare un lavoro utile, deve prima di tutto essere TESO sulle redini: per poterlo essere deve avanzare (coprire spazio). Per poter coprire spazio, deve oscillare con la linea dorsale facendo oscillare l’incollatura: ma perchè possa oscillare l’incollatura devono oscillare le reni (tratto dorso – lombare D13/L6). L’oscillazione dell’incollatura vi può essere soltanto se la mano del cavaliere va con la bocca del cavallo; l’oscillazione delle reni soltanto se il cavaliere avanza con l’assetto, dall’indietro in avanti, senza premere su di esse. Se vi è pressione, la colonna si irrigidisce (vedi la coda) e diminuisce l’oscillazione. I cavalli che hanno sviluppato una grande muscolatura lungo-dorsale, possono in una certa misura sopportare il lavoro seduto (cavalli da dressage): ma appena il cavaliere percepisce che l’oscillazione diminuisce (perchè il cavallo inizia ad impegnare i garretti anzichè le anche) deve smettere e sollevarsi dalla sella. Il lavoro a mano, eseguito mettendosi dietro al cavallo, fornisce un grande aiuto per sviluppare i muscoli giusti.

      19 Agosto 2023 at 17:06 Rispondi
  2. giuseppe maria de nardis #

    Nick Skelton è un grande uomo di cavalli, capace di riprendersi da incidenti gravissimi e di fare altrettanto per i suoi cavalli (Big Star).
    Ricordo dei suoi bellissimi percorsi a Piazza di Siena in sella ad Apollo.

    2 Settembre 2023 at 09:05 Rispondi

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