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BADMINTON 2014: UNA RIVOLUZIONE !

 

 

 

 

 

Si è svolto dall’8 all’11 maggio a Badminton (GB) il famoso concorso completo a 4 stelle:  la novità di quest’anno era che lo storico costruttore e disegnatore Hugh Thomas ha lasciato l’incarico al nostro Giuseppe della Chiesa che è anche responsabile nella FEI.

Giuseppe è un disegnatore esperto e competente, non solo per la grande esperienza in completo, ma anche perché è un uomo di cavalli ed ha una visione strategica giusta del futuro del concorso completo.

Nel quale negli ultimi tempi, l’importanza della prova di fondo e, di conseguenza, di quella di salto ostacoli, aveva lasciato molto spazio al dressage, cioè una prova sottoposta al giudizio umano che è comunque fallace(“La selezione dei giudici di completo e dressage” -“Giudici e disegnatori).

 

 

 

 

 

Quale idea migliore quindi di restituire valenza al cross-country non, come è stato fatto in passato, costruendo delle trappole innaturali che provocano gravi incidenti, ma invece puntando sulla naturalità e le difficoltà tecniche legate al terreno.

Già agli europei dei Pratoni (2007) aveva proposto una bella combinazione sullo scivolo la cui difficoltà tecnica era però vanificata da un’alternativa troppo facile.

 

 

 

A Badminton ha invece proposto degli ostacoli e delle combinazioni che richiedevano grande precisione nella traiettoria del cavallo e, quindi, grande equilibrio del cavallo stesso che ne è il presupposto(per potersi distaccare dalla mano).

Una tipica difficoltà per testare appunto l’equilibrio reale del cavallo è quella dei fronti stretti in dislivello dopo un ostacolo che obblighi il cavallo ad impegnarsi a fondo:  perché  in questo modo il cavallo si riceverà dall’ostacolo pieno con il suo vero equilibrio(“Cross-country: equitazione in declino?”).  Se sarà sulle spalle non potrà essere all’ascolto del cavaliere che gli indica la nuova direzione.

 

 

 

 

 

Senonchè il risultato della prova di cross, nella quale quasi 2/3 dei partenti sono stati eliminati o si sono ritirati (1°,3°,4°,5°,7° nel dressage) ha dimostrato, ammesso che ve ne fosse bisogno, che la prova di dressage va in una direzione ben diversa da quello che dovrebbe essere l’addestramento reale di un cavallo che deve galoppare e saltare in campagna.

La prova dovrebbe premiare soprattutto l’impulso(la compressione delle molle) e non i movimenti come invece avviene:  d’altro canto i giudici si giustificano proprio dicendo che “giudicano per quello che vedono”.  Infatti il movimento di un cavallo lo apprezza anche un analfabeta mentre l’impulso (“L’importanza dell’impulso”) richiede molta esperienza e conoscenza.

Questo problema mi ricorda l’amicizia che ebbi in India (“Riflessioni ed esperienze sull’addestramento del cavallo”) con la grande amazzone ed istruttrice Elena Petuchkova, all’epoca presidente della federazione russa.  Insegnava dressage ad un cavaliere locale che aveva un cavallo veramente mediocre: ma la bravura della Petuchkova l’aveva trasformato.  Le feci notare questa circostanza e Lei mi disse che, attraverso l’impulso si poteva trasformare qualsiasi cavallo:  grande verità ma non per la media delle giurie(che danno 9 ad un cavallo che sdoppia il diagonale!).

Premesso che sono d’accordo con Giuseppe che ha costruito un magnifico cross ben inserito nella campagna inglese (è piaciuto anche a Thomas!), finalmente con le vie dirette al livello di un 4 stelle,  ho la sensazione che difficilmente i cavalieri continentali accetteranno una svolta così radicale nella concezione del moderno concorso completo.

Sarà invece sicuramente gradito al pubblico inglese cui piacciono le emozioni forti.

Si aprirà quindi un dibattito sul futuro della disciplina che non guasta perché rimetterebbe in discussione scelte illogiche e pericolose (“Il futuro del concorso completo”)(Sono avvenuti altri due incidenti mortali, uno a Luhmulen e l’altro in Inghilterra).

 

 

 

 

 

Per la cronaca, ha vinto l’australiano Sam Griffiths (67,9),  con un cavallo preparato in modo impeccabile (“La leggerezza”) -ma poco apprezzato dai giudici di dressage!- davanti agli inglesi Oliver Townend (70,7) e Harry Meade (71,4).

 

 

 

 

 

Da segnalare la bella prova del francese Pascal Leroy (5°) che avrebbe vinto senza le 10 pen. del salto ostacoli.

Carlo Cadorna

 

 

 

 

 

 

6 Responses to “BADMINTON 2014: UNA RIVOLUZIONE !”

  1. giuseppe maria de nardis #

    Proper e influential.
    Sono i due aggettivi più utilizzati per descrivere tecnicamente il percorso di cross country che ho trovato leggendo alcuni commenti nei siti inglesi (Badminton, Horse&Hound, Horse and Country). Commenti rilasciati dai cavalieri in gara sia prima(Caroline Powell: “It’s not going to be a dressage competition”) che dopo la prova, ma anche da Lucinda Green o dai redattori dei magazine on line oltre che da tanti appassionati.
    Dunque nel Regno Unito le opinioni prevalenti sembrano a favore delle scelte tecniche del course designer Giuseppe della Chiesa, tanto che molti dicono anche che finalmente Badminton è tornato ad essere ciò che era, e che si augurano resterà. Un percorso di XC difficile (lo si può trovare su Youtube, ca. 2 ore di filmato), senza trappole e cattiverie contro i cavalli, che torna ad essere elemento determinante della specialità.
    Chissà, forse gli inglesi hanno deciso di togliersi qualche sassolino tedesco dalle scarpe e per far questo hanno scelto un italiano.
    Corretto e determinante.
    giuseppe maria de nardis

    13 Maggio 2014 at 00:24 Rispondi
    • lastriglia #

      Conoscendo bene l’Inghilterra, posso dire che questo commento è veramente azzeccato (come sempre…).

      13 Maggio 2014 at 05:41 Rispondi
  2. adolfo sandri poi #

    Sono orgoglioso della scelta del nostro tecnico e grande cavaliere ma il grande numero di eliminati mi lascia molto perplesso e con molti interrogativi, sarà che un così grande numero di cavalieri era inadeguato a questa prova o qualcosaltro non torna?
    Giustissimo il commento sulla prova di Dressage!

    17 Maggio 2014 at 21:16 Rispondi
    • lastriglia #

      Oggi la qualità dei cavalli che si confrontano al primo livello (e non solo) è mostruosa. Finora, nella prova di cross-country, si erano visti pochi cavalli saltare con una buona tecnica e senza rischio (per esempio quelli di Fox Pitt), ma ciò malgrado la maggioranza dei cavalli completava la prova compensando con la qualità l’equilibrio precario. Nel frattempo la prova di dressage assumeva un ruolo determinante, almeno per i primi dieci(“Il futuro del concorso completo”). Mi pare evidente che se un cavallo riesce ad uscire netto da un 4 stelle pur saltando ed impiegandosi male, di UN VERO 4 stelle NON si tratta. Giuseppe, con grande abilità tecnica, ha rimesso le cose a posto: semplicemente quasi tutti gli eliminati ed i ritirati, dovevano scegliere le alternative perché le vie dirette erano da vero 4 stelle. E’ come se in S.O. un cavaliere che ha poco controllo pretende di saltare un ostacolo di traverso…

      18 Maggio 2014 at 06:33 Rispondi
      • adolfo sandri poi #

        Concluderei allora che la maggioranza dei binomi gareggianti non erano all’altezza e quindi la proposta del nuovo course designer Giuseppe della Chiesa è un invito ad adeguarsi ma da quello che si è visto, anche se rientra nella tradizione di Badminton, la prova era oltremodo selettiva. Questo concetto era stato rivisto in considerazione dell’alta incidenza di incidenti gravi che coinvolgevano i binomi. Il completo pur nelle sue difficoltà non è da classificare fra gli sport estremi!

        19 Maggio 2014 at 16:57 Rispondi
        • lastriglia #

          Se la prova di cross-country non è selettiva (senza incidenti) il completo diventa noioso per il pubblico e quindi destinato a perdere consensi: quella fornita da Giuseppe della Chiesa è una soluzione che riporta il completo alla sua tradizione. Ho visto i mondiali del ’90 e Le assicuro che le vie dirette erano impressionanti: ma dovunque vi erano delle alternative che consentivano a tutti di arrivare in fondo. Ovviamente chi fa l’alternativa deve perdere dei secondi(20?) non recuperabili. A mio giudizio ci sono una ventina di cavalieri in grado di completare un vero 4 stelle e sono quelli che hanno il controllo completo del cavallo; nel salto ostacoli è uguale. Che il completo avesse preso una china pericolosa è stato reso evidente da quanto avvenuto a Montelibretti dove un concorrente è morto per essere caduto su un ostacolo costituito da un facile tronco naturale con invito!

          19 Maggio 2014 at 17:45 Rispondi

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