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AUGURI AI LETTORI

 

 

 

 

 

 

 

L’avvicinarsi delle feste di Natale e del nuovo anno mi suggerisce alcune considerazioni che rivolgo agli affezionati lettori.

 

 

 

 

 

 

Nel corso dell’ultimo anno la Striglia è molto cresciuta nella sua diffusione arrivando a 30 mila lettori abituali e ad oltre 150 mila ingressi: quello che stupisce è che questa forte crescita si è manifestata soprattutto all’estero (la Striglia è pubblicata anche su alcuni siti stranieri) mentre in Italia langue.

 

 

 

 

 

 

Il fatto in sè dovrebbe lasciarmi alquanto indifferente perchè lo scopo del blog è quello di diffondere e far conoscere la genialità del nostro Caprilli: sull’aderenza alla teoria Caprilliana non vi devono essere dubbi perchè mio Padre è stato il migliore allievo del Gen. P. Dodi che aveva imparato il mestiere avendo per alcuni anni come direttore tecnico il Caprilli in persona.

Inoltre ho avuto la possibilità di ascoltare, vedere e sentire alcuni tra i più famosi istruttori della scuola di Pinerolo e, lo posso testimoniare, parlavano tutti lo stesso linguaggio. Il limite di quella scuola è stato quantitativo perchè ha formato moltissimi istruttori per l’addestramento dei soldati e pochissimi, soltanto quelli veramente qualificati, per lo sport equestre.

 

 

 

 

 

 

 

Poichè la maggior parte di questi pochissimi nel dopoguerra non hanno insegnato, anche per il colpevole disinteresse della FISE, la conoscenza caprilliana si è non solo persa ma soprattutto inquinata da prescrizioni superate e senza alcun nesso logico con la meccanica del cavallo.

Infatti l’aspetto più stupefacente del sistema caprilliano è la sua aderenza alla meccanica del cavallo intesa nel senso più moderno. Conosco la meccanica del cavallo fin da quando ho cominciato a montare perchè il mio primo istruttore, vedendo la mia passione, si è dedicato ad insegnarmela per circa due anni: negli ultimi due anni ho potuto perfezionare questa conoscenza perchè ho scoperto che l’atleta umano è oggi molto più progredito ed utilizza una meccanica molto simile ed assimilabile a quella del cavallo.

Infatti ho avuto la possibilità di spiegare la teoria caprilliana ad uno dei più grandi tecnici di scienze motorie del mondo ed è stato Lui a dirmi che era tutto perfetto ed a consigliarmi, visti i risultati ottenuti in campo umano, una maggiore attenzione ad alcuni importanti aspetti.


 

 

 

 

L’equitazione agonistica ha subito un enorme cambiamento nell’ultimo periodo, soprattutto per merito del nostro Uliano Vezzani che ha saputo selezionare i cavalli che impiegano meglio la loro meccanica, facendo scuola: non è in gioco il modo di montare i cavalli in gara dal momento che oggi tutti i migliori cavalieri montano nello stesso modo.

Quello che è in gioco è il modo di preparare i cavalli ed in questo campo le differenze sono enormi e la strada da percorrere per arrivare alla perfezione (ma vi sono arrivati in campo umano!) ancora lunga, soprattutto nel necessario coinvolgimento dei cavalli nella realizzazione dei salti.


 

 

 

 

 

La questione è grave per la stretta connessione esistente tra la qualità del lavoro e l’integrità fisica dei cavalli che ne determina la durata. Il fatto che la maggior parte dei cavalli viene mandata in pensione a 15 anni (che è l’età migliore) la dice lunga…

Tutti i commenti che scrivo a margine delle principali gare sono rivolti ad aiutare i lettori a comprendere questo aspetto fondamentale perchè ad esso è legato il futuro del nostro sport, soprattutto in Italia dove mancano i preparatori di cavalli.


 

 

 

 

Per fortuna l’eccellente selezione ha fatto emergere i cavalieri che sono da copiare: Farrington, Friedricson, Fuchs, von Eckermann ed alcuni altri che frequentano il circuito nordamericano.


 

 

 

 

Merry Christmas and happy new year to all of you!

Carlo Cadorna

 

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