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MALTRATTAMENTI A CASTELLAZZO ??

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Un’informativa firmata dal direttore di una nota rivista equestre  ha aperto un nuovo possibile caso di cavalli maltrattati:  si tratterebbe di un cavallo ospitato nel centro ippico di Castellazzo che sarebbe stato frustato a sangue da un istruttore OTEB nei confronti del quale la direzione del circolo non avrebbe preso i provvedimenti opportuni.

Il caso è esploso perché si tratta del circolo del principale candidato alle elezioni federali.  Conosco Castellazzo perché vi andai, tanti anni fa,  dietro invito di Cilla Caffaratti (figlia del famoso istruttore-cavaliere) a montare il Suo cavallo.  Ne ho un bellissimo ricordo:  un posto molto ben tenuto e dotato di tutte le attrezzature per la preparazione dei cavalli.  All’epoca era gestito da Graziano Mancinelli.

Quello che mi lascia perplesso nella lettera di denuncia è che sembra impossibile che una frusta da dressage abbia provocato delle ferite profonde ai fianchi e sul ventre del cavallo:  ma pare che dalla certificazione del veterinario risulti proprio questo!!!!!!!

Mi è difficile credere che i responsabili possano aver condiviso un metodo così brutale:  le persone che hanno montato in un’altra epoca possono avere una concezione superata, al limite del maltrattamento,  nel rapporto con i cavalli.  Ne è una prova quanto avvenuto ad uno stage di aggiornamento in Lombardia (“Gli stage di aggiornamento”).

Il cavallo con cui G. Mancinelli ha vinto l’oro olimpico, prima di essere montato veniva girato alla corda dall’uomo di scuderia per un’ora con lo chambon che gli teneva il muso a quaranta cm. da terra:  oggi questo costituirebbe un evidente maltrattamento.  Basterebbe presentare una denuncia allegando le conclusioni della commissione di studio convocata dalla FEI:  tenere l’incollatura in una posizione innaturale è sempre dannoso e lo è comunque per più di dieci minuti.

Ma in questo caso pare che vi siano delle ferite profonde e sanguinanti,  dimostrate da un certificato veterinario:  escludo quindi una condivisione dei responsabili del centro.

Forse non hanno preso con immediatezza  i provvedimenti previsti dai regolamenti federali? Lasciamo che sia il procuratore federale, che si esprimerà il 27 c.m., a ragguagliarci in proposito!

Carlo Cadorna

P.S. La Procura Federale si è espressa con una sentenza che non ha rilevato responsabilità da parte del Centro ma soltanto imperizia da parte del cavaliere che ha montato il cavallo. E’ una buona conclusione della vicenda purchè essa insegni che vi deve essere, nei centri affiliati alla FISE, un maggiore controllo.

4 Responses to “MALTRATTAMENTI A CASTELLAZZO ??”

  1. Pietro Forneris #

    Gentile Colonnello,

    anche a me sembra difficile che una frusta da dressage riesca in quello scempio, ma il referto veterinario parla chiaro.Il suddetto OTEB, ha stazionato per qualche anno dalle mie parti ( Pinerolo ) e le assicuro che non ha lasciato un buon segno. Gestiva con il Padre sino alla metà degli anni 2000 un centro ippico ad Asti ( appartengono ad una blasonata famiglia nobiliare, ma in sintesi sono figli di buona donna ! ); entrambi sono stati artefici di un brutto episodio alla Fieracavalli di Verona ( credo 2008, ma è agli atti della procura e della fise ). Ovvero hanno picchiato una donna ( per altro avvocato e giudice di s.o ). Quindi denunce e quant’ altro. Questo, Colonnello, solo per informarla del personaggio. Mi spiace che persone del calibro di Orlandi e Nelly Pasotti si circondino di personaggi che possono solo far male allo sport.

    Nel ringraziarla per la sua sempre chiara esposizione le invio i miei migliori saluti .

    Pietro Forneris

    30 Gennaio 2015 at 13:08 Rispondi
    • lastriglia #

      Quello che è ancora più tragico è che un simile personaggio, con quei precedenti, sia stato nominato OTEB. Perché l’istruttore deve essere prima di tutto un maestro di vita per i suoi allievi. E non è l’unico caso…Spero che il nuovo presidente sia una persona che sappia mettere questo aspetto della vita federale nella sua giusta collocazione!

      30 Gennaio 2015 at 13:44 Rispondi
      • L’attuale iter formativo degli istruttori, a mio parere, non è soddisfacente. è uno strumento per far fare soldi alla federazione: in una settimana non si insegna nulla. Ci si può solo preparare sommariamente all’esame finale; è raro che un candidato pagante venga bocciato anche perchè deve fare altri moduli che porteranno altri quattrini alle casse federali. Gli allievi istruttori non vivono una realtà di scuderia, giornalmente, confrontandosi con vari problemi di routine, incontrando cavalieri in ritiro delle varie specialità dai quali rubare con gli occhi. I docenti, tanti, danno in ogni regione indirizzi diversi: non c’è uniformità formativa. Ne derivano degli “yes man” privi di quella cultura equestre, quella sensibilità che scaturiva da un periodo di 6 mesi ai Pratoni. Nel caso del Crespi, un OTEB dovrebbe limitarsi a fare la messa in sella; il fatto che sia cavaliere(forse) non gli da le competenze indispensabili per insegnare. Mi dispiace dire, però, che spettava all’ istruttore più alto in grado del circolo metterlo al posto suo.
        Grazie dell’ attenzione,
        Marco Calcagno

        30 Gennaio 2015 at 20:00 Rispondi
        • lastriglia #

          Condivido. Aggiungo, come scritto su questo blog, che bisogna mettere maggiore enfasi nell’affiancamento con un istruttore sperimentato. La formazione degli istruttori è l’attività federale più importante: è stata ridotta ad una prassi burocratica (moduli) e commerciale (tasse).

          30 Gennaio 2015 at 20:58 Rispondi

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