About the Post

Informazioni Autore

L’INTERVENTO DEL C.O.N.I.

coni

 

 

 

 

 

 

Con una mossa a sorpresa il CONI ha organizzato per il 6 marzo la presentazione di una pubblicazione dal titolo “Principi di tutela e di gestione degli equidi” sotto l’egida del Ministero della Salute.

Mi sembra un’iniziativa importante perché finalmente, a prescindere da chi verrà eletto Presidente della FISE e da quali interessi saranno effettivamente rappresentati,  potrà essere costretto a lavorare positivamente:  perché vi è un legame strettissimo fra la tutela del cavallo e la buona equitazione.

Si tratta in effetti soltanto di applicare alla meccanica del cavallo gli stessi principi che si utilizzano nell’atletica umana:  il Prof. Canali, che non è certo un esperto di equitazione, ci ha messo mezz’ora a comprendere come funziona l’Equitazione perché ha una preparazione culturale che glielo consente.

coni2

 

 

 

 

 

Mi sembra quindi che il CONI è perfettamente competente ad emanare delle direttive che mettano ordine nell’enorme confusione che esiste nel campo dell’istruzione equestre (anche se sarebbe stato meglio che l’avesse fatto la FISE!) .

Certo, i principi si devono sostanziare in prescrizioni ed in divieti, altrimenti sarebbe la solita “aria fritta”.  La pubblicazione avrà una sua validità se potrà costituire, per il magistrato, una guida atta ad identificare con precisione il reato di maltrattamento di animale.  In questo caso, la FISE, che si esprime attraverso i suoi regolamenti, sarà costretta a modificarli là dove si permette l’uso degli strumenti di tortura(“Gli strumenti di tortura”).

bello1

 

 

 

 

La prima cosa da stabilire è che l’atleta (principale) è il cavallo e deve essere trattato come tale, ovvero come sono trattati gli atleti umani:  rispettandone la meccanica e la fisiologia per arrivare alla psicologia.

coni1

 

 

 

 

Bisogna quindi eliminare tutto quello che porta alla rigidità attraverso la costrizione:  e qui bisogna smontare un mondo equestre antiquato, che non ha saputo rinnovarsi perché continua a considerare il cavallo soltanto come un mezzo per fare soldi speculando sulle gravi carenze culturali che si guarda bene dal voler superare.

A questo proposito, sarebbe auspicabile, da parte del CONI, anche un provvedimento che regolamenti l’esercizio del commercio dei cavalli: infatti, nessun candidato ne parla mentre rientra tra i doveri del CONI controllare che lo sport sia educativo, come prevede la legge.

Non resta quindi che augurarsi che questa bella iniziativa non sia l’ennesima delusione!

Carlo Cadorna

Ancora nessun commento.

Lascia un commento