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WEG – CAMPIONATI DEL MONDO A TRYON

 

 

 

Hanno avuto inizio a Tryon (USA) i campionati del mondo di equitazione 2018. Tryon è un centro privato in Carolina dotato di ogni confort e strumento organizzativo.
L’inizio non è stato fortunato perchè la gara di endurance, complice il grande caldo, ha dovuto essere soppressa per salvaguardare la salute dei cavalli.
Hanno avuto inizio le gare di dressage e di concorso completo; quelle di salto ostacoli sono previste per il 19 c.m.
Le gare principali vengono trasmesse su Eurosport e su FEI TV.
Ora(15/09) vi sono problemi con l’uragano (pioggia prevista). Il cross country dovrebbe iniziare alle 17.00 italiane.                                             La prima prova di dressage (rimasta unica per il tempo), con molte prestazioni interessanti ha avuto, a mio parere un esito non condivisibile:  ha infatti vinto I. Werth su Bella Rose che ha un contatto quasi mai leggero e corretto davanti a L.Graves su Verdades privo di una giusta cadenza.  Ma dietro a loro le prove migliori, quelle di C. Dujardin su Mount St. John e S. Rothemberger su Cosmo.  Discutibile, al solito, anche il punteggio assegnato a E. Gal su Zonik, bocciato dal suo cavallo sempre con le orecchie in difesa ed autore di aiuti troppo evidenti.                            Anche nel dressage del completo si sono avuti dei giudizi con fino a 40 posizioni di differenza in classifica tra un giudice e l’altro:  ma giustamente la FEI ha stabilito di non mettere dei limiti perché è la media che fa il risultato e spesso è il giudice isolato che ha ragione! Un esempio il punteggio altissimo dato al cavallo del Col. Thibault Vallette da due giudici mentre il terzo si è accorto che il cavallo, all’andatura del passo, ambiava: segnale che svaluta tutta la prestazione apparentemente ottima perché il cavallo che ambia (al passo, gli arti del bipede laterale devono muoversi al contrario- il posteriore raggiunge l’anteriore in posata- determinando una V ben delineata) non può avere impulso (non usa la schiena).  A me è piaciuta la prova di T. Price che sarà tra i migliori nel cross.   I nostri rappresentanti hanno compiuto il loro dovere(7°)in particolare Brecciaroli che monta un cavallo interessante, di particolare temperamento.                                                                                     Nella prova di cross-country ottima prova di P. Roman su Baraduff molto migliorato ma arrivato un po’ affaticato (+0,10).  Il percorso è scorrevole: gli unici salti che hanno causato qualche problema sono i talus a salire con la cascata d’acqua.  Ma richiede cavalli esperti!  Buon giro anche per P. Sandei (+ 1,14) e A. Schivo.  Eccellente. come sempre, Max Livio (+0,05) ma anche A. Nicolas e l’irlandese Ryan. Eccellente prova di I. Klimke che va in testa con il punteggio del dressage.  Vi sono 10 cavalieri sotto i 30 punti:  gli italiani tutti sopra i 40 (14°) con Brecciaroli che compie un errore di valutazione: il suo cavallo ha difficoltà di avvicinamento ai salti (a mio avviso non era pronto per un impegno di quel livello) ma Lui sceglie di andare sulla via diretta del talus a cascata. Inevitabile lo scarto sull’ostacolo di uscita!  Nel complesso il cross ha soddisfatto le direttive della FEI:  nessun incidente, molte nuove nazioni alla ribalta (il Giappone 4° -sotto la direzione di Laurent Bousquet- dopo GB, Irlanda e Francia) ed una gara scorrevole e piacevole da vedere.

La prova di S.O. ha riservato molte sorprese perché troppi cavalieri montano male nella specialità:  anzi, ha montato in modo perfetto uno solo, quell’A. Hoy che viene spesso a Montelibretti e che ha conquistato il 4° posto.  Sul podio l’inglese R. Canter che sembra una bambina sul mastodontico cavallo Allstar che ha montato con grande sangue freddo;  al secondo posto l’irlandese P. MacCarthy davanti ad I. Klimke che è entrata molto contratta.  Buona equitazione di K. Donckers, I. Oiwa e P. Spisak.  Dei nostri ha confermato i progressi Baraduff (40°) autore di una buona prova unitamente ad A. Schivo (37°). A squadre l’Italia è finita 12°.

Le prove di Salto Ostacoli iniziano il 19 alle 15.00 (FEI, Eurosport e Rai Sport). Il campo dei partenti è molto variegato e, tra i migliori cavalieri vi sono molte assenze. In evidenza vi sono H. Smolders, P. Fredricson, H. von Eckermann, S. Sweetnam, G. Wathelet, N. Bruynseels, C. Lopez, M. Fuchs, Y. Sprungher, S. Guerdat, S. El Dahan.

Il percorso è scorrevole e ben concepito, adatto anche a cavalieri non molto esperti, sfruttando appieno le grandi dimensioni dello stadio principale. Il direttore di campo, l’irlandese T. Wade è un eccellente professionista ed opera normalmente a Dublino e negli USA dove non ama la farmacia incentivando  -giustamente- la monta in avanti:  ma per montare in avanti devono prima di tutto esserlo i cavalli che devono trovare l’equilibrio da sé se fatti avanzare dai loro cavalieri.    M. Fuchs, C. Lopez, P. Fredricsson, H. Smolders sono stati tra i migliori ai quali si è aggregato L. De Luca su Berenice Horta che però mostra parecchie rigidità.  L’av.sc. L. Marziani ha compiuto un percorso discreto mentre PG. Bucci ed il car.sc. E. Gaudiano da dimenticare.  Mi sono piaciuti S. McIntosh, K. Polle, A. Deroubaix, ML. Ward, A. Francart.
Il percorso del secondo giorno ha messo alla prova la possibilità e capacità dei cavalli di basculare correttamente sui salti: dunque ha messo alla prova essenzialmente la mano dei cavalieri ed in pochi se ne sono districati bene.
P.G.Bucci ha migliorato notevolmente la sua prestazione compromessa però anche da un’imboccatura troppo forte che il cavallo non accetta. L’av.sc. L. Marziani è stato eliminato ed il cavallo (Tokyo) è uscito dal campo visibilmente dolente ai posteriori. Ottima prova di L. De Luca su Irenice Horta che appare sempre fresca malgrado l’uso non perfetto della linea dorsale: essa lo porta ai vertici della classifica individuale.

L’amazzone che mi è piaciuta maggiormente è la neozelandese S. McIntosh per la decontrazione e la meccanica perfetta del suo cavallo: ma hanno montato benissimo anche S. Blum, J. Sprungher, P. Friedricsson, C. O’Connor oltre naturalmente a Lorenzo…
La 2° prova a squadre, valida anche per la classifica individuale ha visto per noi alla partenza il solo L. De Luca: Irenice ha pagato la mancanza di estensione dorsale ed ha fatto un errore di posteriore. Ma, con 5 pen.(5°) è ancora possibile un piazzamento.
La finale della gara a squadre ha visto un barrage mozzafiato tra le due squadre migliori del mondo, tecnicamente alla pari(con una leggera preferenza per la Svezia che non dispone dei super cavalli USA). Hanno vinto gli USA per due secondi guadagnati nell’ultimo percorso da M.L. Ward. Al terzo posto la Germania che ha prevalso sulla Svizzera grazie ad un netto di M. Ehning. Un grazie al direttore di campo, bravissimo!
Le due prove finali non hanno mancato di riservare ulteriori emozioni. Si è confermata la grande qualità agonistica ed equestre della tedesca S. Blum che ha vinto meritatamente il campionato per aver presentato un cavallo in condizioni perfette di addestramento e di allenamento nonchè di averlo montato sempre con una padronanza totale delle sue emozioni: BRAVISSIMA!!!!!
Dietro di lei, altrettanto bravi, M. Fuchs, cavaliere al quale già tanti anni fa avevo previsto un futuro per l’eccellente impostazione a cavallo e S. Guerdat, vero campione che non manca mai ai grandi appuntamenti. Dietro le medaglie, due altri grandi cavalieri: M.L. Ward e C. Lopez che hanno montato fino all’ultimo in modo ammirevole.
Ben si è inserito in questo contesto il nostro L. De Luca, ottimo settimo: una prestazione eccellente in considerazione non tanto delle qualità della cavalla che è eccezionale quanto del suo modesto sviluppo muscolare, con particolare riferimento alla linea dorsale. Un bravo meritato anche a lui!
In conclusione un bellissimo campionato che, grazie alla bravura del direttore di campo ed alla qualità dell’organizzazione, non ha fatto rimpiangere la vecchia formula dello scambio dei cavalli. Infatti, la vecchia formula aveva selezionato dei binomi, poi spariti dalla scena, lontani anni luce dalla perfezione tecnica dei primi cinque classificati di Tryon. Ne è prova positiva la freschezza dei primi nell’ultimo percorso; ne è prova negativa la debacle finale dei cavalieri che praticano l’equitazione più dura, olandesi in testa.
Carlo Cadorna

7 Responses to “WEG – CAMPIONATI DEL MONDO A TRYON”

  1. sebastiano comis #

    Giappone 4° dopo il cross, Italia 14°. Proprio come ai tempi di Mangilli..

    17 Settembre 2018 at 11:56 Rispondi
  2. giuseppe maria de nardis #

    Ricordo di aver visto Andrew Hoy nel febbraio 2012 a Montelibretti nella prova di campagna 3*: interventi praticamente impercettibili ed un assetto invidiabile.
    Oggi è quarto ai WEG con un compagno di soli nove anni: un’ottima prospettiva per Tokyo 2020.

    giuseppe maria de nardis

    18 Settembre 2018 at 13:34 Rispondi
  3. sebastiano comis #

    Giorni fa nel sito FISE si leggeva che la squadra italiana di S.O. è pronta a combattere per le medaglie. Visti i primi due cavalieri, c’è il rischio che l’Italia arrivi ben oltre il 15° posto. Altro che qualificarsi per le Olimpiadi!

    19 Settembre 2018 at 18:14 Rispondi
  4. sebastiano comis #

    -Dunque ha vinto una sconosciuta tedesca, 142* nel ranking. Non era lì per caso, l’ha messa in squadra il selezionatore federale. Ecco uno che si è guadagnato il suo stipendio. Proprio come il nostro capellone, che dovrebbe avere la dignità di dimettersi. A De Luca rimprovero una certa mollezza. Forse la cavalla non copre, ma un po’ più di cattiveria farebbe miracoli.

    23 Settembre 2018 at 19:32 Rispondi
    • lastriglia #

      La gara era molto impegnativa per la varietà degli esercizi che il direttore di campo ha proposto ai concorrenti. Di conseguenza, non sia così severo! C’è altro da dire e lo scriverò nei prossimi giorni.

      23 Settembre 2018 at 19:46 Rispondi
  5. sebastiano comis #

    Certo quello di De Luca è il nostri miglior risultato dopo il quinto posto di Govoni del 2002. Ma i tre errori negli ultimi decisivi tre percorsi, dove i concorrenti hanno dato il massimo, non suonano bene. E visto il tipo di percorsi, grossi ma semplici, c’è da rimpiangere davvero l’assenza di Fair Light.

    24 Settembre 2018 at 09:11 Rispondi
    • lastriglia #

      L’errore veramente evitabile di De Luca è stato quello sulla triplice del 4° percorso: la triplice va affrontata avvicinandosi perché è larga. Per avvicinarsi bisogna alleggerire l’appoggio: De Luca ha fatto il contrario e la cavalla è partita grande. Secondo me, Fair Light, sul secondo percorso avrebbe fatto almeno due errori. E poi ho qualche dubbio sulla tenuta: ha visto i cavalli olandesi? e quello di Ehning…

      24 Settembre 2018 at 12:58 Rispondi

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