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LO CSIO DI PIAZZA DI SIENA – La cronaca

p. di siena

 

 

 

Si apre oggi l’ 84° CSIO di Piazza di Siena con E. Ottaviani responsabile dell’organizzazione ed U. Vezzani dell’allestimento del campo gara:  una garanzia di alta efficienza sportiva!

Quest’anno, in previsione olimpica, vi saranno le principali squadre del mondo (16 paesi) che si affronteranno in una cornice di altissimo livello tecnico e spettacolare.  Il fondo in sabbia coincide con quello previsto a Rio.

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Sono stati fatti dei lavori anche per migliorare ulteriormente l’accoglienza dei cavalli.  Grande attenzione al pubblico che potrà vedere da vicino sia il campo gara che, novità assoluta,  quello di prova.

Le previsioni dicono che la manifestazione sarà baciata dal sole!

Oggi si disputeranno le gare nazionali;  giovedì inizierà l’internazionale che prevede per venerdì la coppa delle nazioni(Italia-Germania-Francia-Olanda-G.B.-USA-Canada-Svezia).

Sabato si disputerà il piccolo gran premio e la sei barriere; domenica il gran premio Roma.  Collegamenti TV giornalieri su RAI Sport 2.

La nostra squadra è costituita da E. Bicocchi, E. Gaudiano, L. De Luca, P. Bucci, B. Chimirri (come si vede è fortissima!!!).  Capo equipe Marco Reitano.

La prima gara alta, a barrage, è stata vinta da M. Laine Ward (USA) con grande facilità, montando in avanti un cavallo, ovviamente in avanti… E qualcuno,  tre anni fa, metteva in dubbio le qualità di questo cavaliere….

Da notare l’eccezionale progresso tecnico ed agonistico del secondo classificato, il nostro L. De Luca che ha presentato un cavallo ben messo e l’ha montato in avanti mostrando grande scioltezza e facilità di controllo.

Tanto che ha battuto, senza nemmeno troppo impegno, un eccezionale S. Delestre, campione di leggerezza e di equilibrio.

La categoria a tempo(155) è stata vinta da K. Staut su Elky (ex di De Luca) cavalla che gli è molto congeniale davanti a E. Lamaze che quando si tratta di galoppare lo inviti a nozze.

Di particolare rilievo il percorso di C. Lopez su Admara (in comproprietà con Gaudiano) che interpreta particolarmente bene.

Al quinto posto L. De Luca su Limestone Grey che ha realizzato il miglior percorso della categoria (equilibrio e cadenza) montando il suo cavallo con straordinaria sensibilità!

Quanti cavalieri invece spingono quando il cavallo è imbarcato e trattengono invece quando è in equilibrio!!! Sono quelli (purtroppo tanti) che trattano il cavallo come una motocicletta.

Tra gli italiani mi sono piaciuti anche la bravissima M.G. Bianchi e P.G. Bucci che ha avuto la fortuna di incontrare un buon istruttore da ragazzino ed ha sempre montato bene.

La Coppa delle Nazioni è stata disputata su di un percorso ben concepito che richiedeva cavalli in avanti e cavalieri fermi con due combinazioni che mettevano alla prova la capacità dei cavalli di sollevare la base dell’incollatura.

Il migliore assoluto è stato lo statunitense M.L. Ward  che su Azur ha compiuto due percorsi impeccabili sotto tutti i punti di vista.  Apprezzabile anche la prestazione della svedese M. Baryard.

coppa roma

 

 

 

 

 

 

Ha vinto la GB grazie alla classe superiore dei fratelli Whithaker che, quando hanno dei cavalli in buone condizioni, sono di un altro pianeta…

Al secondo posto la Francia, nella quale è stata Penelope a rappresentare il punto di riferimento su un Vagabonde che continua a migliorare;  sotto tono Delestre con Ryan che non era in avanti.

Alla pari gli USA per i quali Farrington ha buttato via il secondo percorso con un cavallo che avrebbe dovuto lavorare di più.

Ultima, purtroppo la nostra squadra: L. De Luca è stato, a mio parere,  uno dei migliori cavalieri di tutto il concorso ma il suo cavallo è ancora immaturo ed ha fatto un errore.  E. Gaudiano ci ha messo molto del suo (talento) ma anche il suo cavallo è molto verde.  E. Bicocchi è andato male soprattutto nel secondo percorso: Ares non mi convince perché ha il posteriore sempre in difesa(osservate la coda) e non usa la schiena(guardatelo al passo). P. Bucci non è andato male: ha un cavallo di grande classe ma anche delicato che deve ancora maturare.  Sembra facile ma non lo è: bisogna tenere d’acconto i cavalli che abbiamo lavorando di più ma forse con maggiore semplicità perché è questa la modalità che dà i risultati migliori.

Il Piccolo Gran Premio ha visto la vittoria dell’americano M.L. Ward che su Carlos Z ha imposto il suo linguaggio (l’impulso risolve tutti i problemi) davanti ad un ottimo G. Govoni su Antonio.

Al quarto posto un eccellente Luca Moneta su Connery che non mi spiego come possa essere stato escluso dalla squadra di coppa!

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In serata Luca Moneta ha vinto anche la categoria sei barriere superando con Neptune Brécourt in perfetto equilibrio la ragguardevole altezza di due metri!

 

 

 

Il Gran Premio Roma ha offerto un pomeriggio pieno di emozioni:  anzitutto due gravi incidenti.

Il primo, per fortuna senza gravi conseguenze ha visto un giovane ma non certo inesperto cavaliere militare entrare in campo con il cavallo in difesa con tutta la linea dorsale.  Dopo qualche brutto salto che avrebbe dovuto consigliare il ritiro (parliamo del GP Roma non di un concorso regionale!) il cavaliere ha perso la testa ed ha cominciato a spingere il proprio cavallo verso un passaggio di sentiero aiutandosi vistosamente con le natiche.  Quest’azione insensata, effettuata su di un cavallo che aveva già la schiena imbarcata, ha impedito allo stesso di coordinarsi nel salto che pure ha effettuato con grande generosità.  Il risultato è stata una brutta caduta soprattutto del cavallo.  Un brutto spettacolo che non migliora certo l’immagine del nostro sport.  Voglio sperare che la FISE prenda qualche provvedimento affinché l’etica sportiva torni a  prevalere. (rispetto dei cavalli e del pubblico)

Il secondo, durante la seconda manche, ha coinvolto il cavaliere M. Kutscher con il suo Van Gogh: il cavallo ha sempre un’attitudine molto chiusa, paragonabile ai cavalli da dressage.  Un po’ per la velocità, un po’ per la stanchezza il cavallo si è messo molto sulla mano e, di conseguenza, è partito per saltare un ostacolo un tempo prima.  Si è quindi ribaltato finendo a gambe all’aria sopra il suo cavaliere.  Dopo accurati accertamenti svolti presso il policlinico sono state escluse lesioni di una certa gravità.  Per i lettori più giovani dirò che questo tipo di incidenti si evitano lasciando sempre ai cavalli libertà d’incollatura. Il dressage è una specialità che non prevede il salto!

ward azurSi è imposto, con pieno merito, il cavaliere USA M.Laine Ward su Azur davanti all’ottimo svedese P. Fredricson su All In.

fredricson

 

 

 

 

 

Il percorso proponeva continue transizioni che richiedevano un cavallo molto agli ordini del cavaliere: per questo motivo si sono imposti i cavalli meglio preparati.  Voglio segnalare agli affezionati lettori il piacere che ho provato guardando il percorso di B. Madden su di un cavallo ancora non pienamente maturo: ad ogni salto la groppa volava in cielo con un movimento armonico di tutta la struttura del cavallo.  E’ un raro esempio di cavallo che usa veramente la schiena.

Tra gli italiani il migliore è stato E. Bicocchi su Ares che ha riscattato pienamente la negativa prestazione della coppa.   Mi è piaciuto anche B. Chimirri, cavaliere serio e capace che ha fatto vedere come si prepara un cavallo per il S.O. moderno.

 

Carlo Cadorna

One Response to “LO CSIO DI PIAZZA DI SIENA – La cronaca”

  1. giuseppe maria de nardis #

    Veder montare i cavalieri americani fa tornare la memoria ai tempi in cui quel modo di montare era conosciuto come Scuola Italiana, ed è bello vedere i cavalli esprimersi secondo natura. Vedremo cosa saprà proporci il Sistema Unico Italiano, se vedrà la luce dato che la gestazione va oltre quella di una giumenta.
    Altrettanto bello è stato vedere il lavoro in campo prova dei fratelli Whitaker, col loro aspetto dimesso ed i cavalli che arrivano davanti ai salti di prova liberando tutta l’energia sapientemente creata e contenuta fin lì, il tutto con un commentatore d’eccezione(l’Autore del blog). Sarebbe utilissimo per tutti.
    Nota negativa il presunto ingresso libero: infatti le tende dell’accampamento coprivano la gran parte della visuale e starci sotto costava €100,00 senza altra alternativa.
    I dirigenti federali e gli organizzatori dovrebbero porre più attenzione ai tanti delusi stakeholder (tesserati), oltre a ricordare che si comanda con l’esempio e la condivisione.

    giuseppe maria de nardis

    31 Maggio 2016 at 20:10 Rispondi

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