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LE ELEZIONI DELLA F.I.S.E

fise               I PRESIDENTI  delle società equestri si accingono a votare per determinare la dirigenza fino al termine del prossimo anno. Essi hanno una grave responsabilità perché l’organizzazione equestre nel suo complesso non ha retto il confronto con la crisi per ragioni che vengono da lontano e non sono mai state affrontate in modo efficace e decisivo.  Di conseguenza il numero dei tesserati è crollato portandoci nel terzo mondo proprio mentre gli altri paesi europei hanno invece avuto una crescita esponenziale. Ho già esposto quali sono i provvedimenti necessari per portare il nostro sport al livello dei migliori (“La situazione dello sport equestre in Italia”) e li voglio qui sintetizzare aggiungendo alcune considerazioni riferite ai candidati.  Preciso che non ho alcun interesse né finanziario  né di potere perché non aspiro ad alcun “posto” od incarico federale come, d’altro canto, è scritto sulla presentazione di questo blog. elezioni10           La causa principale che determina la disaffezione nei confronti dei nostri circoli sparsi sul territorio è la loro scarsa idoneità a promuovere l’educazione dei ragazzi e la loro crescita sportiva:  sono due cause strettamente legate tra di loro perché educazione significa disciplina, sacrificio, impegno, autocontrollo e dedizione che sono proprio le qualità che deve sviluppare un ragazzo che vuole arrivare in alto nel nostro sport. elezioni9         Invece si è sempre ricercata la scorciatoia dell’acquisto di nuovi cavalli che non forma i ragazzi (li vizia) come ben comprendono i genitori più avveduti. Oggi l’equitazione può essere integrata positivamente anche con i pony games e soprattutto con il volteggio:  è quindi necessaria una profonda ristrutturazione (“Affinché lo sport equestre sia educativo”)  dell’organizzazione periferica e della formazione che non può essere affidata alla scelta del cavallo “giusto” ma deve mettere gli allievi in condizione di acquisire un metodo che li porti, comunque, ad ottenere dei risultati positivi. elezioni3         Ma oggi, sotto la pressione della campagna elettorale, si fa di peggio perché si confonde la causa con gli effetti:  qualcuno ha suggerito di fare propaganda nelle scuole dimenticando che, prima, bisogna adeguare la struttura all’esigenza di ospitare positivamente i ragazzi.  Tra l’altro, l’Equitazione correttamente insegnata e praticata è la disciplina più formativa fra tutte ed è riconosciuta tale fin dai tempi dell’antichità soprattutto nell’ambito delle classi dirigenti elevate, quelle che devono assumere responsabilità di comando. elezioni1         La FISE è una società di diritto privato (con anche funzioni pubbliche)  ma, in quanto depositaria della responsabilità della preparazione olimpica,  è soggetta al controllo del CONI, ente pubblico responsabile appunto della suddetta preparazione e partecipazione.  Mi pare che, in quello che è avvenuto negli ultimi anni, il predetto ente abbia una qualche responsabilitàmancanza di controllo(tutti gli ultimi bilanci),  circolari smentite dai fatti(quelle sulle candidature),  autorizzazioni ad avvalersi di procedure che, anziché esaltare il controllo, hanno aumentato a dismisura la discrezionalità dei presidenti soprattutto in materia finanziaria (le s.r.l.).  Come tutto questo sia potuto avvenire in un ente pubblico, oggi non meraviglia più nessuno ma è bene andare a scavare un pochino in quella realtà perché i lettori possano comprendere. elezioni4         E’ noto che vi sono delle associazioni, frequentate soprattutto nel mondo della politica e della finanza,  che hanno un qualche ruolo nella gestione del Potere:  di per sé nulla di male perché sono promotrici di altissimi valori morali.  Senonchè, poiché nel loro ambito si determinano delle gerarchie,  esse possono confliggere con le istituzioni qualora il controllato si trovi, nella gerarchia, più in alto del controllore. elezioni6       Ne abbiamo avuto esempi disastrosi :  i lettori ricorderanno che qualche anno fa i rappresentanti di una specialità dell’esercito si rifiutarono di andare a combattere all’estero.  Un episodio di una tale gravità che è stato posto sotto silenzio ma che fu influenzato da un comportamento altrettanto grave delle istituzioni (“I militari e la FISE”). elezioni5           Non sono certo io il primo a denunciare fatti del genere a proposito della FISE:  molti anni fa il famoso cavaliere ed istruttore R. Ubertalli, compagno di Caprilli, accusò per iscritto una tale associazione di aver seppellito la dottrina caprilliana. elezioni2               Venendo ad oggi, la possibilità lasciata e supportata ad alcuni presidenti FISE di fare 9,5 mln. di debiti e nel contempo di portare alla chiusura e distruzione del CEF è perlomeno sospetta. elezioni7   Così come le infinite traversie giudiziarie cui è stata soggetta la Sig.ra Dallari  cui, da ultimo, è stata anche tolta la possibilità di partecipare alle elezioni:  chi la critica non ha, evidentemente, mai subito una vera ingiustiziaE chi si arrende perde il rispetto di se stesso.

Ricordo che la denuncia per inficiare le elezioni è venuta da un circolo della Toscana;  che il commissariamento non sarebbe stato necessario dal momento che vi era una stretta collaborazione con il CONI per il riesame dei conti. Anche il fatto che la Dallari da vittima sia divenuta l’accusata, è stato un modo per cercare di escluderla dalla competizione elettorale.  Sarà solo una coincidenza,  ma le DONNE non possono aderire alle predette associazioni. Deve anche essere affrontata la questione della burocrazia centrale perché assorbe un quarto del bilancio ed anziché produrre l’efficienza di quello che dovrebbe essere un centro di servizi pensa soltanto al proprio mantenimento attraverso una prassi burocratica sempre più complessa e costosa (“Il moloch della burocrazia”):  ne sanno qualcosa gli istruttori, costretti ad un iter costoso ed inutile!           Anche la soluzione di questo problema è strettamente legata al rapporto con il CONI perché è stata proprio la scarsa trasparenza di questo rapporto a determinarlo. elezioni8             E’ stato invece completamente ignorato che dall’essere una nazione della serie B, e nemmeno delle migliori, siamo passati nella serie A ed anche con una squadra di tutto rispetto: Bucci, Moneta, De Luca, Gaudiano,  Previtali  possono ambire, a pieno titolo, alla partecipazione olimpica.  Questa squadra non è venuta fuori da sola ma è conseguente alle scelte tecniche della presidenza Dallari.    Ricordo che la competenza dei candidati si giudica da queste scelte e non certo dai  loro risultati agonistici personali che sono influenzati (80%) dalla qualità dei cavalli montati.  Eccellente anche la scelta di A. Piovan come tecnico della formazione:  sfido chiunque a trovarne uno migliore! centro ippico4         Nessuno parla invece dell’esperienza precedente che è un fattore ben più importante:  ho ascoltato diversi tecnici dell’Emilia e tutti mi hanno parlato benissimo dell’ex presidente del comitato regionale (Dallari). Un’ultima osservazione:  quasi tutti quelli contrari alla Dallari  hanno qualcosa a che fare con il commercio dei cavalli che è la vera piaga del nostro sport:  lo diceva sempre Lami, il direttore e fondatore del “Lo Sperone”.

Viviamo ormai da molti anni sottoposti ad un sistema, basato sulle più moderne tecniche di comunicazione,  che promette e non mantiene:  mi pare quindi  terribilmente ingenuo credere ai programmi che ci vengono propinati in questa campagna elettorale.  Tra l’altro, la disponibilità finanziaria della FISE è stata ridimensionata dalla quota di rimborso del debito (1 mln e 200 mila), dal crollo dei tesseramenti e  dall’impossibilità di fare nuovi debiti:  quindi, se il confronto tra i candidati fosse serio dovrebbero presentare un bilancio preventivo di spesa indicando quanto e dove intendono investire le scarsissime risorse disponibili. E’ molto più sicuro soffermarci sulle qualità morali delle persone(anche quelle di supporto) che certo, con i loro atti e dichiarazioni,  non ci hanno fatto mancare proprio nulla. Infatti, l’età e gli studi storici mi consentono di affermare con assoluta certezza che le persone si giudicano dai loro comportamenti e non certo dai bei disegnini che ci illustrano, apparentemente, il programma:  in una parola, dobbiamo privilegiare i fatti  perché di chiacchere ne sono state fatte anche troppe.

A questo proposito ricordo che nel ’94 il Col. Cisi fu sollevato dall’incarico di direttore del CEF perché aveva portato alla luce del sole delle irregolarità di gestione che riguardavano un consigliere federale! Il primo fatto concreto è quello di non fidarsi dei candidati che erano già inseriti, in qualche modo, nelle disastrose gestioni precedenti.

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Da ultimo, ma non meno grave perché è lo specchio dell’inefficienza federale e della mancanza di controllo da parte del CONI, vi è il problema della regolarità del voto: la legge n° 289/2002 che regola le associazioni sportive, stabilisce (art. 18) l’obbligo del rispetto del principio di democrazia interna (tutte le cariche sociali devono essere elette) e l’obbligo di conformarsi ai regolamenti FISE.  E proprio la FISE, per opera dei commissari, ha appena modificato il regolamento di attuazione dello statuto stabilendo l’obbligo delle assemblee di categoria(tecnici, proprietari, atleti) per l’elezione dei rappresentanti abilitati ad esprimere il voto dell’associazione alle elezioni federali. Viene inoltre fatto carico ai C.R. dell’onere e della responsabilità del controllo, anche attraverso la presenza alle assemblee di un proprio rappresentante.  Ben si comprende, quindi, che se queste norme non vengono rispettate le elezioni federali si riducono ad una farsa degna di un film di Totò! I primi a rendersene conto dovrebbero essere i tesserati(me compreso) tutti chiamati ad interpretare il ruolo dei burattini in questa gigantesca ed autentica tragedia(per i riflessi sui poveri cavalli).  Anche se il Presidente del CONI ha dato assicurazione circa la scrupolosità del controllo (che è rilevante perché effettuato da un ente commissariato!) soltanto qualche eventuale ricorso potrà far luce sul problema.

Ci vuole infatti ARIA FRESCA!!!!!!!!    Sarà interessante vedere quanti voti premieranno  la proposta innovativa di Massimo Arcioni  (l’unica rimasta veramente tale!) per comprendere l’entità  degli interessi che vi sono dietro questa elezione.

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Chiudo con una proposta al nuovo presidente: per mettere la parola fine alle sevizie cui sono sottoposti alcuni cavalli nel mondo del dressage (“Il caso Totilas”) si potrebbe proporre alla FEI di inserire nelle riprese alcuni movimenti da effettuare obbligatoriamente impugnando le redini con una mano sola.   Ad essi potrebbe essere assegnato un punteggio doppio. Carlo Cadorna

P.S. Questa analisi deriva principalmente dalla mia esperienza da Delegato Tecnico Federale che risale a vent’anni fa:  da allora nulla è cambiato!  Si è cercato solo, in modo fraudolento, di falsare i numeri inglobando i tesserati dell’A.N.T.E.  e promuovendo al rango di patente quelle ludiche che tali non sono.  Ma prima i tribunali e poi la crisi hanno riportato le cose alla realtà dei fatti:  nessuno si illuda che possa esservi una crescita senza una profonda ristrutturazione della formazione che molti candidati negano di voler attuare perché coinvolge non solo le capacità tecniche ma soprattutto le qualità morali!

3 Responses to “LE ELEZIONI DELLA F.I.S.E”

  1. giuseppe maria de nardis #

    Pane al pane, vino al vino.

    giuseppe maria de nardis

    24 Febbraio 2015 at 17:55 Rispondi
  2. Graziano Siliprandi #

    Ottima e lucida analisi della situazione…..L’equitazione rispecchia fedelmente il tipo di società nella quale viviamo…..Per questo si rende necessario intervenire per sconfiggere il sistema di corruzione e per molti versi mafioso che la compone. Interessi di parte ( amici degli amici ), diffusione di ignoranza, dogmatismo, corruzione, sudditanza… Ecc, ecc. Si rende necessaria Una battaglia culturale ed educativa ad un vivere migliore, ma per fare questo si deve sconfiggere il sistema di potere che la compone unendo le forze sane perchè portino luce in alternativa al buio nel quale stiamo sprofondando…..

    21 Marzo 2015 at 07:53 Rispondi
    • lastriglia #

      Lei ha centrato il problema: mi associo… Anche nel Paese il problema è la crescita che non vi potrà essere senza una riduzione significativa del prelievo fiscale; ma non si può ridurre il prelievo fiscale senza una riduzione, altrettanto significativa, della corruzione!

      21 Marzo 2015 at 11:33 Rispondi

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