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L’ASSEMBLEA GENERALE DELLA F.E.I.

Si è tenuta a Montreux (Svizzera) l’assemblea generale della FEI, aperta alla stampa.

Il tema caldo in discussione sono stati i numerosi casi di doping, a carico di concorrenti arabi (Dubai ed Emirati), nell’endurance.  Il problema è grave anche perché la Presidente, Haya di Giordania, è in conflitto di interesse essendo la moglie dello sceicco Al Maktoum, uno dei principali responsabili.

Si sono confrontati due fronti: quello rappresentato dai paesi europei, Francia-Svizzera-Gran Bretagna-Germania (l’Italia sulla stampa estera non viene considerata…),  che ritiene che la responsabilità debba risalire ai singoli cavalieri e quello dei paesi arabi che ritiene invece che il responsabile debba essere l’allenatore.  In altre parole, loro considerano la disciplina alla stregua della corsa dei cammelli…. Una corsa quindi, non una gara sportiva dove arrivare in fondo con il cavallo in buone condizioni è già un buon risultato. Infatti vi è stato un elevato (78) numero di cavalli… spariti!   Probabilmente eliminati perché, non avendo la possibilità di classificarsi non si voleva che facessero l’esame antidoping.

Inoltre vi è un grave problema di corruzione: da 1000 a 5000 euro ai giudici e veterinari “amici”.

Dietro questa discussione vi è il problema dell’eventuale rielezione dell’attuale Presidente per il quale dovrebbe essere modificato lo statuto:  le prossime elezioni avranno luogo dopo i mondiali di Normandia previsti per il prossimo agosto.

Il mio punto di vista è che quando si crea una falla in una diga, è difficile evitare la sua distruzione.  Con la partecipazione alle olimpiadi di Londra (“L’etica dello sport” 06/2012) di un cavaliere saudita risultato positivo ai controlli antidoping,  si è creato un precedente molto pericoloso per tutto il movimento sportivo.  E’ nei fatti che gli arabi hanno un concetto dell’etica nello sport molto diversa dalla nostra!

Carlo Cadorna

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