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GLOBAL CHAMPIONS TOUR A ROMA

 

 

 

 

 

Ha inizio la tappa romana del GCT allo stadio dei marmi.  Naturalmente la direzione tecnica è affidata ad U. Vezzani.  Dei nostri cavalieri sono presenti cap.magg.A. Zorzi, Car.sc. E. Gaudiano, av.sc. G. Martinengo Marquet, Av.sc. E. Bicocchi, Av. sc. L. Marziani, L. De Luca, car.sc. B. Chimirri, G. Govoni.

Ecco il programma:

  • 7 – 15.45 – 155 a tempo
  • 8 – 12.30 – 160 a tempo qualificazione
  • 8 – 16.00 – 160 barrage G.P. Longines
  • 9 – 14.45 – 150 a barrage     visibile su GCT Tv ed Eurosport

Il prossimo inizio dei WEG in Colorado ha escluso la partecipazione di alcune nazioni.

La categoria 155 a tempo è stata vinta, con un bellissimo percorso, da C. Ahlmann su Caribis. Ma la palma tecnica spetta al secondo classificato P. Fredricsson su Hansson:  osservino i lettori l’assetto sempre unito al movimento del cavallo, la tensione dorsale sempre presente grazie ad una mano sensibile e ad una schiena sempre impegnata. Di conseguenza il cavallo solleva in modo evidente la base dell’incollatura:  senza volerlo il cavaliere svedese ha dato una bellissima dimostrazione della grande qualità della preparazione fisica del suo cavallo precedendolo nel salto di un difficile verticale. Ma il cavallo ha fatto un tempo in più arrotondandosi in modo perfetto!!  In evidenza il cavallo italiano Lady Cracotte, giudicato il migliore della categoria dal commentatore inglese, che purtroppo ha pagato un addestramento di base mal concepito.

Invece i cavalieri italiani non mi sono purtroppo proprio piaciuti perché nessuno dei loro cavalli ha mostrato una giusta impostazione tecnica.

Nella 160 a tempo il percorso ha premiato i cavalieri che hanno saputo creare e mantenere tanto impulso:  si sono distinti D. Deusser su Tobago, H.Smolders su Emerald, Y. Mansur su Inferno e sempre P. Fredricsson su Hansson anche se tradito dalla “Lupa di Roma”…..

L. De Luca su Halifax è partito un po’ traversato ed ha terminato bene il percorso mentre il cap.magg. A. Zorzi si è dimenticato l’impulso all’ultimo ostacolo.

Nel G.P. Longines, U. Vezzani ha fatto la Sua parte da maestro con un percorso delicato che non ha avuto pietà: vittoria meritata di B. Maher sull’esperto Explosion davanti a H. von Eckermann su Cantinero.  Ottima prova anche dell’irlandese M. Duffy su Rubinus.  L. De Luca è stato il migliore dei non ammessi al barrage (6°) con un buon percorso su Halifax.

Nel complesso, un bel concorso di livello adeguato nel quale però i nostri cavalieri non hanno mostrato di poter essere competitivi.

Il bel percorso predisposto da Vezzani nella 150 a barrage, mi permette alcune considerazioni. Prima di tutto ha dimostrato che per vincere le categorie a tempo, non bisogna galoppare forte ma far coprire molto spazio al proprio cavallo:  questo dipende prima di tutto da come è stato preparato il cavallo che deve avanzare entrando nella mano e poi dal senso del cavallo del cavaliere che deve restare centrato senza sedersi e premendo sui talloni provocando appunto, attraverso l’entrata nella mano della bocca del cavallo, il suo controllo. L’hanno fatto vedere in modo particolare il grande vincitore N. Bruynseels sull’italianissima Lady Crocotte e lo svizzero P. Schwitzer  giunto terzo. Il cavaliere italiano G. Govoni che ha “galoppato” è giunto soltanto quarto…

Altra considerazione:  il cavaliere italiano che ha montato meglio è stato L. De Luca sul cavallo Cynar ex vincitore di G.P (credo che lo abbia in prova).  E’ l’esempio di un cavallo generoso che è stato montato, in passato,  con un senso del cavallo errato: al cavallo è stato richiesto l’equilibrio non andando in avanti ma attraverso la forza degli aiuti, provocando la ben visibile flessione dei garretti.  Provate a camminare con le ginocchia flesse e vedrete che fatica!  Così il cavallo che quindi non riesce più a coprire i larghi: non è una cosa da poco perché la sua muscolatura è tutta da ricostruire.  Fate il confronto con il cavallo di B. Chimirri che invece avanza anche se dovrebbe impegnarsi di più.

Il modello è sempre P. Fredricsson che cambia cavallo, ma la musica è sempre la stessa!

 

Carlo Cadorna

6 Responses to “GLOBAL CHAMPIONS TOUR A ROMA”

  1. sebastiano comis #

    Risultati disastrosi (eccetto Zorzi e DeLuca) a Roma, anche peggio Bucci a Spruce Meadows. Questa è la realtà della nostra equitazione. S.comis

    8 Settembre 2018 at 13:41 Rispondi
  2. sebastiano comis #

    Comunque ai mondiali non si sarà Zorzi e De Luca monterà Irenice Horta

    11 Settembre 2018 at 19:44 Rispondi
    • lastriglia #

      A me pare che i nostri cavalieri di S.O. non abbiano alcuna possibilità di piazzamento ai WEG: mi chiedo che senso ha mandarli anche considerati i costi elevati.

      11 Settembre 2018 at 20:34 Rispondi
  3. giuseppe maria de nardis #

    Auguriamoci che abbiano voluto risparmiare i cavalli in vista dei WEG e che la mancanza delle primissime scelte di alcune squadre (Fra, UK, Ger) giochi a nostro vantaggio (qualificazione alle Olimpiadi).
    Del resto scuderie “corte” e proprietari indisponibili condizionano sempre più l’attività agonistica tradizionale: reggeranno alla sfida, in termini di qualità, Europei, WEG ed Olimpiadi?

    giuseppe maria de nardis

    12 Settembre 2018 at 13:09 Rispondi
  4. Sebastiano Comis #

    e poi l’assenza di Zorzi, l’unico con qualche possibilità di medaglia, andrebbe spiegata.
    Condizioni fisiche di Fair Light? Richieste di Tops non accettate dalla Federazione? Qualche problema col GCT di Roma? In altri sport se ne parlerebbe, in quelli equestri i giornalisti non esistono, non fanno e non si pongono domande: ‘usi a obbedir tacendo’, e basta

    12 Settembre 2018 at 16:17 Rispondi
    • lastriglia #

      Per quanto riguarda Fair Light ritengo che Tops non abbia ritenuto il cavallo pronto per una prova così impegnativa ed io concordo con Lui: ha dimostrato buon senso e competenza. Trattandosi di una gara che si disputa in diverse giornate è necessario che i cavalli abbiano una muscolatura perfetta che si vede dalla completa decontrazione: gli altri cavalli non hanno alcuna possibilità. Cito a modello i cavalli di Fuchs, Wathelet, von Eckermann, Friedricsson, Madden.

      13 Settembre 2018 at 13:34 Rispondi

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