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GLOBAL CHAMPIONS TOUR A PARIGI

 

 

 

 

 

Grande appuntamento a Parigi Eiffel per la nuova tappa del GCT:  e vi sarà il nostro U. Vezzani a garanzia della massima qualità.  Saranno presenti i nostri cap.magg. A. Zorzi e L. De Luca ma non con i loro primi cavalli che, verosimilmente, seguono un programma in vista dei mondiali, previsti a Tryon (USA) i primi di settembre.

Questo il programma:

5 luglio – 17.00 – 155 a tempo

6 luglio – 18.45 – 155 a barrage

7 luglio – 16.00 – 160 a tempo di qualiifica

–  19.15 – 160 G.P. barrage Longines

visibile  su gct.com/gct-live/tv  e su Eurosport

Nella 155 a tempo del 5, vinta dal belga J. Verloy, grande percorso di L. De Luca su Jeunesse che ha pagato, immeritatamente, la sua inesperienza sull’ultimo verticale: qualcosa è scattato in Lorenzo da Piazza di Siena e adesso è facile vedere come appoggiando bene i piedi sulle staffe ha trovato l’assieme con i suoi cavalli in velocità.

Il cap.magg. A. Zorzi su Ulane ha cercato di emularlo ma non vi è riuscito.

La categoria 155 a barrage è stata vinta dall’inglese B. Maher su Explosion davanti al francese Delmotte che ha ereditato la scuderia di P. Leprevost.    Buon percorso di L. De Luca sulla buona cavalla Irenice Horta. Invece Ulano del cap.magg. A. Zorzi era in difesa dalla partenza:  mi è sembrato che avesse un problema di locomozione.

Nella categoria 160 a tempo di qualificazione piccolo capolavoro del Maestro Vezzani che ha consentito ai (buoni) cavalieri di pennellare con i loro cavalli, salvaguardandoli per il G.P.

Ha vinto K. Staut con un bellissimo percorso su Lorenzo:  la sua compagna Penelope ha potuto dare una lezione ai suoi ex proprietari dal momento che il suo ex Vagabonde è entrato in campo privo di impulso.  Ma il “Raffaello” della categoria è stato il campione europeo P. Friedricsson su Hansson, l’unico cavallo veramente in avanti, veramente distaccato dalla mano e, di conseguenza, l’unico che sollevava vistosamente la base dell’incollatura.

Il nostro cap.magg. A. Zorzi ha montato Contanga come un computer (7°) mentre L. De Luca su Jeunesse ha male interpretato un esercizio classico proposto da Vezzani – triplice(che porta avanti il baricentro) seguita da passaggio di sentiero rustico (che richiede equilibrio perfetto)- dimenticando l’indispensabile mezza fermata.

Nel G.P. Longines grande e meritata vittoria del cavaliere egiziano S. El Dahan che ha montato davvero bene il suo, ben preparato, Zorro. Grande battuto B. Allen sulla velocissima Molly Malone che sembrava imbattibile.  Sempre perfetto P. Friedricsson su Hansson.

L. De Luca ha fatto del suo meglio con Irenice Horta che ne è uscita piuttosto bene mentre Contanga con il cap.magg. A. Zorzi ha denunciato le sue rigidità (12) – non esce con l’incollatura-.

Carlo Cadorna

2 Responses to “GLOBAL CHAMPIONS TOUR A PARIGI”

  1. sebastiano comis #

    Caro gen.Cadorna, si svolgono in questi giorni gli europei Children, Juniors e Young Riders. Negli YR la prima gara ha visto tutti gli italiani oltre il 48° posto. Nei children è invece in testa l’italiano Cano, di 12 anni e mezzo (quindi in realtà è un Child), che però è figlio di un cavaliere argentino.. A parte questo, si conferma – come nei precedenti europei – che per l’equitazione italiana i problemi emergono quando da ragazzi dotati si devono tirar fuori dei cavalieri completi. A questo punto, casca l’asino, o il cavallo. Per questo vedrei volentieri che le FFAA, invece di finanziare cavalieri affermati o eterne promesse, offrissero borse di studio biennali in Belgio, Olanda o Germania a cavalieri di 18 anni. In divisa, ma diciottenni. Perché Jos Verlooy, che vince GP, di anni ne ha 22.
    Cordialmente. S.Comis

    11 Luglio 2018 at 09:05 Rispondi
    • lastriglia #

      Gentile Amico,
      non amo scrivere dei nostri giovani perché, come risulta dai miei articoli sull’Istruzione, sono senza speranza per colpa di una dirigenza che non riesce a comprendere che nella formazione la cosa più importante è l’assieme con il cavallo che, unico, sviluppa il “senso del cavallo”. Quando un ragazzo è stato messo a cavallo male è perso: questo è scritto anche sul libro di G. Morris che è uno che di equitazione se ne intende. Molti genitori vengono convinti ad acquistare dei buonissimi cavalli privi di reale addestramento: di conseguenza i difetti dei figli si aggraveranno. Le FF.AA. non hanno risorse e, se le avessero, sarebbero comunque tenute ad utilizzarle in Italia nella valorizzazione della tradizione caprilliana. Ma non c’è un vero responsabile, dotato di poteri adeguati.

      11 Luglio 2018 at 16:46 Rispondi

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