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GLOBAL CHAMPIONS TOUR A DOHA

 

 

 

 

Ha inizio l’ultima prova del GCT prima della finale di Praga(13-16 dic.) alla quale parteciperanno i primi 16 della classifica.

La direzione tecnica è di U. Vezzani.  Sono presenti i nostri cap.magg. A. Zorzi, L. De Luca e PG. Bucci.  questo il programma:

  • 8 – 16.45 – 155 a tempo
  • 9 – 16.30 – 155 a barrage
  • 10 – 13.30 – 160 a tempo qualificazione / 16.45 – G.P. Longines 160   visibili su  www.gcglobalchampions.com

Nella 155 a tempo, vittoria di L. Beerbaum che ha presentato una Chiara rinnovata, finalmente con un buon impiego dell’incollatura e, di conseguenza, con un buon coordinamento tra anteriore e posteriore. A seguire l’ottima D. Goldstein su Lizzymary. Ammirevole il percorso di G. Wathelet su Qualido. Il nostro L. De Luca si è piazzato 7° su Irenice Horta presentata in buone condizioni.                                            Il cap.magg. A. Zorzi ha commesso un errore con Contanga che sconta una schiena molto lunga e, di conseguenza, un impiego insufficiente dell’incollatura: ma Zorzi ha mostrato dei progressi evidenti nel suo assetto dal momento che ora appoggia i piedi sulle staffe ed è molto più inserito nel movimento della cavalla. P.G. Bucci ha commesso un errore con Driandria che ha fatto qualche progresso ma per la quale vale lo stesso discorso fatto per Contanga.

La categoria 155 a barrage è stata vinta grazie alla tecnica, quasi perfetta acquisita dal suo cavallo, da K. Ahlmann su Caribis davanti a H. Smolders si Emerald, specialista della velocità ma ormai, da parecchio tempo, con qualche problema fisico.  I nostri cavalieri non hanno brillato perché i loro cavalli, Jeunesse e Danique hanno mostrato delle carenze muscolari.

Nella 160 di selezione, il cap.magg. A. Zorzi ha commesso un errore sull’ingresso della gabbia perché Contanga gli si è messa sulla mano.  Anche Irenice Horta era più contro la mano del solito ed ha commesso un errore come del resto anche Driandria che però ha fatto un buon percorso. La gara è stata vinta da Jos Verloy davanti a L. Beerbaum.

Nel G.P. Longines il percorso base richiedeva una buona cadenza come tutti i percorsi ben messi(in questo caso da un artista!). L’unico cavaliere che l’ha interpretato in modo perfetto è stato L. De Luca su Irenice molto più decontratta ed in avanti. Ottimi percorsi anche quelli di A. Onassis e P. Fredricsson.  Il cap. magg. A. Zorzi con una Contanga contratta e poco all’ascolto; Driandria ha iniziato bene il percorso e poi si è messa gradualmente contro la mano fino a fermarsi nella doppia gabbia perché anche traversata.

Il barrage è stato vinto da B. Maher su Explosion, cavallo di qualità superiore. Ma il vincitore morale è stato P. Friedricsson su Hansson che ha una qualità dell’impulso superiore a tutti gli altri.  Al terzo posto lo specialista H.Smolders su Don HVP davanti ad un grande L. De Luca.

 

Carlo Cadorna

6 Responses to “GLOBAL CHAMPIONS TOUR A DOHA”

  1. sebastiano comis #

    Dei due che non sono andati bene, Bucci mi sembra il pilota di un aereo sempre al limite dello stallo. Forse l’ho già scritto. Un preparatore atletico servirebbe sopratutto al cavaliere. Zorzi si è involuto, lo si è visto anche con Danique. Redini corte, cavalli contratti. Ma non hanno la potenza di Fair Light, hanno bisogno di più libertà e più impulso. Peccato!

    10 Novembre 2018 at 21:35 Rispondi
    • lastriglia #

      Ha colto il mio pensiero: credo che Bucci abbia dei problemi alla schiena. Motivo di più per fare ginnastica ed affidarsi alle cure di un bravo chiropratico.

      11 Novembre 2018 at 06:22 Rispondi
  2. sebastiano Comis #

    Doha a parte, ha visto gli altri risultati di domenica? Al 4* di Samorin il primo italiano è Rolli, 18°. Gli altri 6 sono negli ultimo 11 posti, dalle 20 penalità della Levi a Gaudiano eliminato, agli altri ritirati. Al 3* di Oghpablek, Belgio, ai primi due posti due irlandesi, Kenny e Linch, il primo italiano, 22°, è Previtali. Ma per risultati così c’è bisogno di una federazione? L’Associazione Commercianti (ASCOM) non sarebbe sufficiente?

    14 Novembre 2018 at 08:34 Rispondi
    • lastriglia #

      Tutti i problemi italiani partono dalla formazione…. Guardo poco i concorsi di serie B perché il livello è basso. Preferisco quelli che si svolgono in nordamerica. Lì si vedono dei cavalli ben preparati e non è soltanto una questione di soldi.

      14 Novembre 2018 at 15:57 Rispondi
  3. giuseppe maria de nardis #

    Formazione, chi era costei …? Manzoni è di molto aiuto per capire cosa accade.
    Ancora mi chiedo che fine abbia fatto il Manuale di Equitazione Italiana ad uso della Formazione che doveva essere licenziato durante la presidenza Orlandi: tanto sbandierato quanto obliato, senza dare alcuna spiegazione. Fa molto Don Abbondio.
    Oggi l’unico tentativo pubblico di ridare vita all’insegnamento dell’Equitazione Caprilliana è quello portato avanti con coraggio e determinazione da Mauro Checcoli, attraverso il Master Universitario e tramite il Corso Sperimentale per Istruttori (riconosciuto dalla FISE), entrambi in svolgimento ai Pratoni del Vivaro, con la partecipazione attiva come docente della Sig.na Giulia Serventi, amazzone di indiscussa competenza e di ancor più grande passione equestre.
    Auguriamoci che riescano a trasmettere la propria conoscenza a quanti più giovani istruttori sia possibile.
    Auguriamoci anche che siano sempre più gli appassionati di equitazione che leggono La Striglia.

    giuseppe maria de nardis

    15 Novembre 2018 at 12:18 Rispondi
    • lastriglia #

      Il 28 si tiene un convegno tecnico su Caprilli allo SME. Il presidente FISE mi ha invitato…

      15 Novembre 2018 at 13:58 Rispondi

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