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FINALE GLOBAL CHAMPION TOUR A DOHA

doha

 

 

 

 

 

Si è disputata nel grande impianto di Doha la finale del GCT 2016.

Come sempre lo chef de piste è stato Uliano Vezzani che con la ormai consueta capacità ha fatto emergere i cavalli preparati meglio, così come deve essere per il futuro dello sport nel vero rispetto del benessere dei cavalli:  è una questione di cultura di base e di capacità di osservare ed analizzare il comportamento dei cavalli sui percorsi che costruisce.

Mattatore con pieno merito è stato  R.G. Bengsston su Casall che ha raccolto il frutto di tanto lavoro nel quale eccelle per sistematicità.

casall

Ha preceduto l’altrettanto eccellente binomio D. Deusser – First Class e l’ormai collaudato M. Beerbaum – Fibonacci che non si può non ammirare.

Di particolare rilievo la prestazione di L. De Luca su Ensor de Litrange che è giunto 8° perché uscito giustamente dal tempo nel difficile percorso base:  ha “sentito” che in partenza il cavallo era leggermente fermo con la schiena ed ha aspettato che si mettesse sulle gambe prima di lasciarlo scorrere:  una bella dimostrazione di raffinata equitazione!

Carlo Cadorna

4 Responses to “FINALE GLOBAL CHAMPION TOUR A DOHA”

  1. giuseppe maria de nardis #

    Opinioni a confronto: chi avrà ragione?
    Martuscelli su Cavallo Magazine online commenta (da tifoso?) la prova di De Luca e, pur complimentandolo, definisce l’errore sul tempo “imperdonabile”, in ciò differendo dal commento de La Striglia che invece elogia la scelta del cavaliere (v. il percorso nel sito LGCT).
    La risposta credo venga dall’età del cavallo vincitore, Casall ASK: 17 anni.
    Anche Bengtsson in tanti anni di agonismo deve aver avuto rispetto del suo Casall, come Skelton di Big Star e Fellers del suo Flexible.
    Il rispetto del cavallo (salute&tecnica) dunque non solo è imprescindibile, ma “paga” anche.

    giuseppe maria de nardis

    6 Novembre 2016 at 12:32 Rispondi
    • lastriglia #

      Vi sono cavalieri che montano con sensibilità (senso del cavallo), altri che usano il cavallo per vincere. La sensibilità, o si applica (e quindi si sviluppa) sempre, o non si sviluppa: i pianisti, quando si esercitano al pianoforte, devono cercare sempre la migliore interpretazione. L’equitazione è uguale. Bengtsson ha fatto la stessa cosa: è partito guardingo nel primo giro ma ha potuto recuperare nella parte finale grazie all’esperienza di Casall che ha imparato a rientrare davanti ai salti. La Striglia sta dalla parte di questi cavalieri dei quali Bengtsson è uno dei migliori e De Luca sulla stessa lunghezza d’onda! La Sua osservazione è, come sempre, profonda: GRAZIE!

      6 Novembre 2016 at 16:57 Rispondi
  2. Alberto Alciator #

    Prendendosi i l tempo per guardare con calma tutti i percorsi non si può che concordare quello che il Col. Cadorna ha visto a colpo d’occhio. De Luca ha fatto tutto quello che serviva per far fare al suo cavallo un percorso netto, lo ha messo nelle condizioni migliori per fare un percorso netto e il cavallo lo ha ripagato nel migliore dei modi. Quel giorno quello che serviva al suo cavallo non ha coinciso con quello che era stato previsto dal direttore di gara, poco male, il cavallo con la sua sensibilità apprezza il cavaliere che lo rispetta e lo ripagherà alla prossima occasione. E’ stato il migliore perchè ha cominciato con il cavallo leggermente contratto e ha terminato con il cavallo perfettamente decontratto, nonostante lo sforzo dell’ultimo ostacolo, che si è messo in equilibrio senza alcun intervento del cavaliere, po al trotto e al passo con grande naturalezza. Neanche i migliori sono riusciti a terminare così bene e quindi per me è stato il migliore. Poi non dimentichiamo che ci sono molti cavalieri che un ottavo posto in coppa nel GCT non l’hanno mai ottenuto neanche con cavalli superlativi.

    11 Novembre 2016 at 21:07 Rispondi
    • lastriglia #

      Grazie! Il concorso di Verona sta confermando la qualità elevata di Lorenzo D.L. “cavaliere”. Sottoscrivo il Suo commento.

      12 Novembre 2016 at 05:36 Rispondi

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