About the Post

Informazioni Autore

COPPA DELLE NAZIONI DI AL AIN

 

 

 

 

 

 

Si è disputata ad Al Ain in Abhu Dhaby la prima coppa delle nazioni 2014 per la selezione della squadra medio-orientale che accederà alla finale.  Il percorso semplice e scorrevole era adeguato al livello medio dei partecipanti.

A contendersi la vittoria i paesi arabi e l’Ucraina.  Tra gli arabi la squadra che mi è sembrata montare meglio è stata quella del Qatar, allenata da Jan Tops, peraltro anche fornita di super cavalli:  i loro cavalieri mi sono apparsi molto più insieme ai cavalli rispetto ai sauditi.

La gara è stata densa di colpi di scena perché nel secondo giro proprio i cavalieri più esperti sono mancati alle attese.

In campo Qatar il cavaliere di Palloubet d’Along (pagato 11 milioni) ha perso la concentrazione nel finale, subito imitato da Ulrich Kirchoff che si è lasciato sfilare le redini  perdendo l’impulso:  questo cavaliere, vincitore olimpico e di grande esperienza commette spesso un errore che non è da Lui.  Confonde l’equitazione di scuola che pratica con quella naturale, per la quale non ha l’assetto.  Infatti, mentre nell’equitazione naturale un cavallo ben preparato conserva l’impulso a prescindere dalla lunghezza delle redini(perché l’impulso è principalmente nel cervello del cavallo), in quella di scuola l’impulso è ottenuto artificialmente mettendo il cavallo tra gambe e mani: se le redini sfilano, si perde l’impulso(perché l’impulso è esclusivamente un fatto meccanico).

In definitiva, sbagliando entrambi i quarti cavalieri, sono finiti in parità Ucraina e  Qatar.

Nel barrage decisivo (che non si è visto) ha vinto l’Ucraina.

2 Responses to “COPPA DELLE NAZIONI DI AL AIN”

  1. timoteo #

    Sig.Colonnello , quella frase apparentemente buttata li’: infatti mentre nell’equitazione naturale un cavallo ben preparato etc ,etc , secondo me racchiude l’essenza del sistema e il fine ultimo dell’addestramento , cioè il cavallo che spinge ma non tira , solo si appoggia.
    Il problema è ..il cavallo ben preparato.., soprattutto quando si dispone di un soggetto poco dotato dalla natura (poco ingaggio , spalla dritta , collo corto , equilibrio in avanti ..
    Sarà possibile secondo Lei , un giorno, arrivare a praticare un minimo di equitazione naturale sportiva con un cavallo del genere ? .
    Grazie.

    1 Marzo 2014 at 12:35 Rispondi
    • lastriglia #

      Caro Timoteo,
      nessuna frase di questo blog è “buttata lì” per caso. Anche perché tutti gli articoli, ma in particolare quelli tecnici, sono soggetti ad una revisione continua che mira ad una maggiore chiarezza; anche avvalendomi di foto che però sono quasi introvabili, tanto che devo ricorrere a foto di un lontano passato o addirittura personali. Come ho più volte scritto, il sistema di equitazione naturale, a differenza dell’equitazione di scuola, permette di modificare completamente l’equilibrio e la locomozione di un cavallo. Il cavallo che sto lavorando attualmente l’ho acquistato con un posteriore più alto e fisicamente distaccato(con un gradino) dal treno anteriore: ora, dopo due anni e mezzo di lavoro è un cavallo compatto, equilibrato e corto. Ciò malgrado abbia dovuto superare, contemporaneamente, gravi lesioni vertebrali e muscolari. Quindi, il poco ingaggio si modifica, l’incollatura(che in Equitazione è un muscolo)si allunga, il treno posteriore si impegna e rafforza. Quello che potrebbe essere un problema è la spalla diritta. Ma bisogna intendersi sul significato del termine perché quello che conta veramente è la lunghezza e l’inclinazione dell’omero( più è lungo e verticale meglio è ). A questo argomento dedicherò un prossimo articolo. La modalità più facile e veloce per modificare la struttura del Suo cavallo è costituita dal lavoro al tondino; l’andatura il passo allungato. Per fare presto deve protrarlo per delle ore: meglio dividere il lavoro a metà tra mattina e pomeriggio. Mi mandi un video(o foto multiple)del Suo cavallo al tondino.

      1 Marzo 2014 at 14:01 Rispondi

Lascia un commento