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COPPA DEL MONDO A LIONE

lione

 

 

 

 

 

La tappa di Lione della World Cup è stata costruita da Rothenberger che ha disposto un bel percorso con distanze andanti che richiedevano copertura.

Ha vinto l’esperienza ed il mestiere di D. Deusser su Equita che ha ridotto al minimo le traiettorie delle girate.

deusser

Ha preceduto lo svizzero R. Duguet su Quorida che sta prendendo confidenza con una cavallo il cui posteriore è però sempre sotto sforzo.

Al terzo posto L. De Luca su Ensor de L. che ha effettuato, a mio avviso, il percorso migliore.

Da notare il progresso evidente di Reveur (K. Staut) ed invece il regresso di Zenith (Dubbeldam) incappucciato in piano e piatto sugli ostacoli,  e di Pret a Tout (Ehning) visto al passo con la funzione di flesso-estensione scomparsa ed alcune difese: naturale che non abbia saltato il n° 1!

Bella prestazione di Emanuele M. Bianchi su Valetta che era uno dei cavalli meglio preparati, superando con facilità le maggiori difficoltà:  ha commesso un errore al n°1 per evidente inesperienza non avendo fatto distendere il cavallo prima di iniziare il percorso.

Piuttosto mi chiedo come mai la FISE non fa girare questo cavaliere ben impostato invece di presentarne altri che non hanno più niente da dire:  forse Le è sfuggito che la scelta dei cavalieri che ci rappresentano nelle gare più importanti ha un alto valore morale ed educativo in quanto i giovani cavalieri tendono a prendere quei cavalieri come modelli.  Di qui l’esigenza di presentare  dei cavalieri con i cavalli in avanti.

Carlo  Cadorna

2 Responses to “COPPA DEL MONDO A LIONE”

  1. Michele Benedetti #

    Signor Colonnello,

    volevo solo dire che da persona che ha avuto modo di montare sempre con Istruttori Militari o perchè tali o perchè di tale derivazione (penso a quelli formati al CEF) trovo che questo sito sia un patrimonio di conoscenza equestre.

    Complimenti,

    MBA

    2 Novembre 2016 at 12:23 Rispondi
    • lastriglia #

      Grazie!! Purtroppo, dall’analisi dei lettori (3-5000 lo scorso mese) risulta che la maggioranza si trova all’estero, USA soprattutto: essi apprezzano particolarmente gli articoli ad alto contenuto tecnico. Invece in Italia interessano, soprattutto, le polemiche. Credo che l’uso dello Smartphone non aiuti perché invita a leggere soltanto un articolo mentre tutto il sito, nel suo complesso, ha un suo nesso logico che parte dalla meccanica e dalla natura del cavallo. Quindi, soltanto leggendolo dall’inizio si può comprendere qualcosa…. Quanto alla derivazione militare dell’equitazione è un dato di fatto internazionale perché i militari avevano il tempo e la disciplina da dedicare all’apprendimento. Avendo partecipato a molti campionati mondiali militari ho potuto conoscere dei grandi cavalieri (anziani) di moltissime nazionalità. Quelli che contrappongono G. Mancinelli ai d’Inzeo non hanno capito niente: Graziano era un prodotto (nella tecnica e nell’etica) di Chiantia, grande istruttore militare.

      2 Novembre 2016 at 15:21 Rispondi

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