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AI LETTORI

 

 

 

 

 

Cari Amici,

voglio dedicare il consueto incontro annuale con Voi alla situazione mondiale dell’Equitazione ed anche un poco a quella di casa nostra. Essa si differenzia dagli altri sport perchè l’atleta non è l’uomo ma il cavallo: ne consegue che, così come si fa con gli atleti uomini, bisogna conoscere la biomeccanica del cavallo e svilupparne le capacità atletiche in modo da renderlo idoneo a sopportare agevolmente gli sforzi che l’agonismo richiede.

Soltanto a queste condizioni il cavallo non si rompe e conserva la mente ben disposta al lavoro. La preparazione atletica consiste essenzialmente nello sviluppo delle sue capacità motorie: così come nell’uomo, esse dipendono dalla sua capacità di far oscillare la linea dorsale che, così facendo, provoca la flessione delle articolazioni alte posteriori che dispone le leve in posizione idonea per una spinta efficace.

Nell’uomo l’oscillazione dipende dal movimento delle braccia, nel cavallo da quello dell’incollatura: difatti, la preparazione atletica degli umani inizia con l’ottimizzare il movimento delle braccia che devono oscillare nell’asse del movimento.

Nel cavallo dovrebbe cominciare dall’insegnare ad esso il movimento corretto dell’incollatura: esso si ottiene con la mezza fermata, questa sconosciuta. Per ottenere la mezza fermata è necessaria una mano indipendente, che sappia assecondare la bocca del cavallo in ogni circostanza: ma poichè le mani sono attaccate al busto per il tramite delle braccia, non possono essere indipendenti se il busto non ha il suo baricentro unito a quello del cavallo che è in continuo movimento. Queste cose che sono scontate per i buoni istruttori non lo sono, purtroppo, per tanti altri, non solo in Italia: ma chi non le vuole comprendere è condannato dalla scarsa durata dei suoi cavalli.

 

Io spero che tutti i lettori abbiano molta cura dei loro cavalli: allo scopo di aiutarli ho ritenuto di sintetizzare il percorso addestrativo del cavallo e quello parallelo del cavaliere in un libro pubblicizzato su questo blog: esso contiene anche delle nuove foto e dei disegni idonei allo scopo.

Il 13 gennaio (domenica) alle 21.00 ed alle 23.30 circa, lo presenterò nel salotto di Maria Lucia Galli (UNIRE TV – canale 220 SKY).

Per venire incontro ai numerosissimi (450 mila!) lettori stranieri de “La Striglia” sarà anche tradotto in lingua inglese.

 

Infine auguro a tutti, in Italia ed all’estero, i più affettuosi auguri di buone feste che Vi prego di estendere, naturalmente, anche ai Vostri cavalli.

Carlo Cadorna

Ps. Gli ingressi alla Striglia su google sono diventati circa 300 mila con punte di oltre 1 milione il 24 dic. ed il 15 giugno.

 

6 Responses to “AI LETTORI”

  1. giuseppe maria de nardis #

    La scelta di dare organicità e visione d’insieme a quanto scritto e pubblicato in questi anni sul blog è stato un autentico regalo per gli appassionati di equitazione caprilliana.

    giuseppe maria de nardis

    24 Dicembre 2018 at 11:35 Rispondi
    • lastriglia #

      Con la Tua competenza mi fai un grande onore!!!!!

      24 Dicembre 2018 at 12:54 Rispondi
  2. sebastiano comis #

    L’equitazione ‘naturale’ caprilliana riguardava in realtà solo l’esercizio del salto ostacoli, ma veniva applicata a cavalli lungamente addestrati nel lavoro in piano con rigore militare. Si veda in proposito ‘Equitazione superiore’ di Nomis di Cossilla. Scomparsa l’arma di cavalleria, gli istruttori militari hanno dovuto adattarsi a lavorare con cavalieri civili meno disciplinati e con meno tempo a disposizione. E questi a loro volta sono diventati istruttori…

    5 Gennaio 2019 at 09:40 Rispondi
    • lastriglia #

      Cossilla è l’istruttore che meglio degli altri ha saputo comprendere il perfezionamento nell’equitazione naturale: non come affermano alcuni che avesse mischiato l’equitazione naturale con quella di scuola. Ma l’adeguamento dell’assetto caprilliano alla riunione con il conseguente arretramento del baricentro mantenendo però la capacità di assecondare il cavallo con il giusto uso della staffa. Cossilla indica la differenza tra le due equitazioni nella capacità del cavallo di mantenere la sua personalità: in realtà un’analisi più attenta la indica nella qualità dell’impulso che non viene dalle “gambe” ma dal cervello del cavallo. Cossilla è stato anche il mio istruttore (’67-’68) e conoscendo la mia cultura equestre mi diede “Equitazione Superiore” da leggere prima della pubblicazione. E’ un errore pensare che l’Equitazione Caprilliana richieda meno lavoro: in verità ne richiede di più ma è un lavoro più semplice basato essenzialmente sull’impulso. Ho avuto occasione recentemente di vedere alcuni stages tenuti da istruttori che dicevano di richiamarsi a Caprilli: ho visto soltanto cavalli che dormivano, completamente privi d’impulso! Quello è un NON lavoro che non ha niente a che fare con Caprilli.

      5 Gennaio 2019 at 13:49 Rispondi
  3. Alberto Alciator #

    Un concetto di equitazione più che mai moderno ed attuale, probabilmente l’unico modo di conciliare rispetto del cavallo e competizione. Chiarisce anche bene il concetto di “equitazione naturale” che non significa come molti pensano lasciare il cavallo così com’è ma utilizzare per il suo cambiamento i mezzi che ci ha messo a disposizione la natura, il più potente dei quali è appunto il cervello del cavallo.

    Grazie, come sempre per il tempo che dedica a noi appassionati

    Alberto Alciator

    5 Gennaio 2019 at 17:10 Rispondi
    • lastriglia #

      Vedo che hai afferrato il nocciolo della questione!

      6 Gennaio 2019 at 06:43 Rispondi

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